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Biathlon, solo un perfetto Loginov riesce a fermare la corazzata francese. Johannes Boe esagera e paga dazio



Il nuovo campione del mondo della sprint ai Mondiali di Anterselva 2020 è il russo Alexander Loginov. Un nome caldissimo all’interno della famiglia del biathlon, visto che dopo una carriera juniores passata da predestinato di lusso nel novembre del 2014 è stato sospeso dalle competizioni per due anni dopo che nel suo sangue erano state trovate tracce di Eritropoietina (EPO) in un test antidoping. Già dopo la sua prima e unica vittoria in carriera (fino ad oggi) ottenuta lo scorso gennaio nella sprint di Oberhof (Germania) le polemiche avevano imperversato in particolare da protagonisti di primissimo pelo come il francese Martin Fourcade, oggi bronzo, che aveva dichiarato di non poter provare alcun rispetto per qualcuno che non si è mai scusato per le azioni commesse. Dal canto suo il nativo di Saratov si è sempre definito pronto a parlare e collaborare con chiunque volesse controllare la sua condotta dopo questa seconda possibilità, ma inevitabilmente con la vittoria odierna per lo più in un contesto prestigioso come il Mondiale, tutto ciò che era stato solo accantonato è riemerso prepotentemente.

Loginov ha vinto oggi e lo ha fatto con pieno merito, inventandosi una sprint magistrale sotto tutti i punti di vista dopo un gennaio in cui le sue prestazioni sugli sci avevano lasciato parecchio a desiderare. Alle sue spalle proprio la coppia francese formata da Quentin Fillon Maillet e lo stesso Fourcade, che hanno ribadito con forza quanto il movimento transalpino sia in salute, al momento anche più di quello norvegese trascinato da un Johannes Bø oggi quinto e deludente per una condotta di gara troppo aggressiva. L’analisi principale che serve trarre da questa gara però, oltre al primo oro russo dalla sprint di Östersund 2008 con Maxime Tchoudov, è che ormai il ventisettenne di St. Laurent ha raggiunto il livello degli altri due anche nel format sui due poligoni che è quello che per caratteristiche dovrebbe soffrire di più. Al momento il nuovo divario con Fourcade in classifica recita 63 punti (con scarti attualmente maggiori) e se la condizione dovesse restare questa fino a marzo il duello per la Coppa del Mondo potrebbe diventare ancora più elettrizzante di quanto si potesse già immaginare. Per il sette volte vincitore della sfera di cristallo si tratta invece della 17ma medaglia iridata in carriera (10-4-3), la prima da tre anni a questa parte dopo la deludente stagione passata.

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Chi esce con grande rammarico oggi dal tracciato è certamente Johannes, partito davvero a tutta fin dal primo metro per provare a scrollarsi di dosso anche un po’ di tensione e alla fine colpito dalla sua stessa strategia. Nel terzo giro il norvegese è infatti entrato in sofferenza, perdendo anche il contatto con Hofer negli ultimissimi metri, e chiudendo stremato con un gran distacco da tutti i principali rivali nei 3.3 km finali. L’azzurro è partito col pettorale 1 con tutta la Südtirol Arena ad incitarlo metro dopo metro, salvando alla fine una discreta ventunesima posizione nonostante un paio di errori distribuiti tra le serie. La prestazione non può però essere soddisfacente in virtù del fatto che la medaglia nell’inseguimento appare veramente lontana da raggiungere, soprattutto considerando chi c’è davanti, e continua la maledizione con la sprint iridata per il carabiniere di San Lorenzo di Sebato, mai meglio di 14° in carriera. Lontani dalle posizioni che contano gli altri azzurri. Thomas Bormolini raccoglie un punto di Coppa del Mondo classificandosi quarantesimo a pari merito e partirà domani una decina di secondi davanti a Domink Windisch, oggi impreciso e costretto a girare tre volte.

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michele.brugnara@oasport.it

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Foto: F. Angiolini 

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