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Biathlon, la Francia trionfa nella staffetta maschile dei Mondiali 2020, Norvegia e Germania battute. Per l’Italia un più che dignitoso settimo posto



Diciannove anni dopo Pokljuka e per la seconda volta nella sua storia la Francia del biathlon si laurea campionessa iridata nella staffetta maschile. Ai Mondiali 2020 questa competizione era forse la più attesa di tutte, ci si aspettava una battaglia epica colpo su colpo tra i transalpini e la Norvegia che schieravano entrambi quattro atleti nei primi dieci della classifica generale. Così è stato, anche se il posto dei nordici è stato preso dai tenaci tedeschi, che hanno provato in tutte le maniere prendersi il primo oro di questa manifestazione e rovinare la festa francese. Il quartetto transalpino formato da Emilien Jacquelin, Martin Fourcade, Simon Desthieux e Quentin Fillon Maillet (0+4) trionfa approfittando della debacle iniziale di Vetle Sjåstad Christiansen, che ha relegato subito in difesa gli opachi norge, mai in grado di accennare una rimonta con nessuno dei frazionisti. Il sette volte vincitore della Sfera di cristallo riesce ad imporsi così nell’unico format che gli mancava a livello iridato e mette la ciliegina sulla torta ad una rassegna oltremodo positiva che potrebbe ancora regalargli una gioia nella giornata di domani.

Il testa a testa tra le due formazioni di vertice si è rivelato un vero spettacolo che ha tenuto sulle spine la Südtirol Arena fino all’ottavo e ultimo poligono della competizione, quando l’attuale numero due della classifica generale ha mantenuto fede alle proprie caratteristiche di eccezionale tiratore in piedi per scappare da solo. Per il ventinovenne del Baden-Württemberg Benedikt Doll invece sono arrivati quattro errori e il giro di penalità che ha rimesso in gioco la medaglia d’argento proprio in favore della Norvegia (1+12), e Johannes Bø non lo ha perdonato, terminando a 21″ dalla testa. La Germania (1+8) è terza a 36″, con Doll che si è completamente rialzato negli ultimi metri consapevole di non avere chance di sfidare il rivale in volata.

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La quarta posizione va alla Russia che, dopo i problemi della mattinata con la perquisizione della polizia giudiziaria in camera degli atleti, ha saputo mantenere la concentrazione e terminare ai piedi del podio, con 1’44” di ritardo a fronte di nove bersagli mancati complessivamente. Subito dietro la sempre presente Slovenia, ormai una garanzia del format, che paga 1’45” dalla testa, davanti all’Austria (+2’28”) che è forse la più delusa rispetto alle aspettative iniziali.

L’Italia è stata autrice di un’ottima prova, in linea con il massimo potenziale ottenibile e si classifica settima a 2’32” con nove ricariche totali utilizzate. Lukas Hofer ha garantito un buon avvio alla nostra staffetta, poi il miglior Thomas Bormolini della stagione nelle prove a squadre è riuscito a rimanere a galla prima di passare il testimone al giovane Daniele Cappellari. Nonostante le ottime qualità al tiro del classe 1997 friulano il distacco accumulato nel terzo giro si è rivelato oltremodo pesante e per Dominik Windisch è rimasto solamente l’onore da difendere, svolgendo il compito in maniera egregia.

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michele.brugnara@oasport.it

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Foto: F. Angiolini

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