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Judo, Masters Qingdao 2019: Christian Parlati conclude in quinta posizione nei -81 kg, bene Centraccio, Basile subito fuori



Seconda giornata del Masters di judo a Qingdao, in Cina, torneo riservato esclusivamente ai migliori 36 del ranking mondiale (senza limitazioni nazionali), con l’eccezione di due posti extra a disposizione in ciascuna categoria per la Cina in qualità di Paese ospitante dell’evento. L’Italia, reduce dagli strepitosi risultati di ieri suggellati dal successo di Manuel Lombardo nei -66 kg (unico atleta del Bel Paese ad aver trionfato al Masters), si è messa ancora in evidenza.

Il migliore quest’oggi è stato Christian Parlati che ha concluso la sua prova in quinta posizione nei -81 kg, distinguendosi per un percorso di pregevolissima fattura. Il 21enne nostrano, secondo quest’anno nel Grand Prix ad Antalya e campione del mondo ed europeo l’anno scorso, ha avuto un battesimo del fuoco contro il n.3 del mondo Saeid Mollaei, sconfiggendo il mongolo per ippon, con una proiezione molto ben eseguita. Un percorso esaltante per Palati che ha superato anche il greco Alexios Ntanatsidis (waza-ari), prima di arrivare al confronto contro il tedesco Dominic Ressel. Contro il teutonico l’azzurro non è stato capace di esprimere lo stesso judo, dovendo alzare bandiera bianca (waza-ari) ed andando ai ripescaggi, dove ha superato al Golden Score (ippon) l’uzbeko Kamoliddin Rasulov, cedendo però sempre al Golden Score (waza-ari) al turco Vedat Albayrak. Punti importanti, comunque, per l’italiano (648) in chiave olimpica. Meno strada è stata quella fatta da Antonio Esposito, che si è dovuto arrendere al terzo turno all’israeliano Sagi Muki (ippon). Il successo finale è andato al belga Matthias Casse, che ha piegato nell’atto conclusivo proprio Muki, mentre il podio è stato completato dal russo Alan Khubetsov e da Albayrak.

Va decisamente male, invece, nei -73 kg a Fabio Basile ed a Giovanni Esposito. Il campione olimpico di Rio 2016 nei -66 kg è stato sconfitto al primo turno dal russo Musa Mogushkov (ippon), evidenziando le stesse problematiche delle precedenti uscite, ovvero una condizione fisica non perfetta e scarsa intensità. Stesso destino per Esposito, sconfitto dal rappresentante del Tajikistan Somon Makhmadbekov (waza-ari). Punti importanti che vengono a mancare a Basile nel ranking olimpico. In questa categoria, il giapponese Soichi Hashimoto ha trionfato, battendo l’israeliano Tohar Butbul. Nella top-3 l’altro nipponico Masashi Ebinuma e l’azero Rustam Orujov.

Venendo al settore femminile, nei -63 kg, Maria Centracchio è arrivata alla finale di pool, dopo aver superato l’israeliana Shemesh (ippon) e la slovena Andreja Leski. Nei quarti di finale l’azzurra è stata battuta dalla francese Clarisse Agbegnenou, andando ai recuperi e completando in settima posizione (ko contro la cinese Tang con tre shido a carico). Ci sono comunque 468 punti, importanti per il ranking. Poco da fare per l’altra azzurra Edwige Gwend, che si è dovuta arrendere alla giapponese Miku Tashiro (tre volte vincitrice del Masters) per ippon. In tema di successo, il Giappone può sorridere grazie a Nami Nabekura, abile a prevalere nel confronto con la transalpina Agbegnenou, mentre Tashiro e Masako Doi hanno occupato i restanti gradini del podio. Sprazzi di luce e di talento per Alice Bellandi nei -70kg. L’azzurrina, riferimento mondiale a livello juniores, aveva un esordio molto complicato contro la giapponese Yoko Ono, vincitrice in stagione del Grand Slam di Osaka e di Parigi, ma l’ha spuntata con classe (ippon). Purtroppo, però, nel turno successivo l’azzurrina è stata sconfitta (ippon) dalla cinese Xiaoqian Sun. Trionfo olandese in questa categoria, con la vittoria di Kim Polling contro Sanne van Dijke, in terza piazza la francese Marie Eve Gahie e la giapponese Chizuru Arai.

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Foto: IJF

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