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Sci alpino, gli avversari di Dominik Paris per le Coppe del Mondo di discesa e superG. Beat Feuz la minaccia principale, ma non l’unica



Dominik Paris, in un inverno senza Olimpiadi e Mondiali, punterà sicuramente alla riconferma della Coppa del Mondo di superG vinta l’anno scorso e andrà alla caccia del trofeo che ancora gli manca, quello della discesa, specialità nella quale all’inizio della sua carriera tutti concordavano nel dire che avrebbe avuto le migliori soddisfazioni e la maggior costanza di rendimento.

Gli avversari per Domme nel percorso verso il raggiungimento di questa doppietta non mancheranno di certo. Su tutti, almeno per quanto riguarda la discesa, Beat Feuz, vincitore delle ultime due Coppe di specialità e campione del mondo a St. Moritz 2017 sulle nevi di casa. Il 32enne svizzero del Canton Berna sarà ancora il principale candidato alla conquista della Coppetta di discesa insieme a Paris ma finora, nonostante i numerosi e gravi infortuni patiti nel corso della sua carriera, ha dimostrato maggiore continuità rispetto a Domme, il quale difficilmente è riuscito a far bene sulla Saslong della Val Gardena, una pista sulla carta perfetta per le sue caratteristiche, dove è stato terzo nel 2014 e sesto nel 2017 e proprio il diciassettesimo posto dell’anno scorso, contro il terzo di Feuz, è stato uno dei risultati che ha fatto la differenza in favore dello svizzero.

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Altri sicuri avversari di Paris saranno gli austriaci Vincent Kriechmayr, terzo nella Coppa di discesa e secondo in quella di superG e quindi probabilmente il contendente più completo dell’altoatesino della Val d’Ultimo, Max Franz, impostosi nella discesa di Lake Louise al debutto stagionale ma poi vittima dell’ennesimo infortunio, anche se non particolarmente grave, a Kitzbuehel, Otmar Striedinger, in decisa ripresa nella seconda parte dello scorso anno, e Matthias Mayer, uomo da grandi appuntamenti con le medaglie (è stato oro olimpico in discesa nel 2014 e in superG nel 2018) e sempre pericolosissimo in un evento secco di Coppa, tanto più che i suddetti grandi eventi nella stagione della velocità che sta per cominciare, come detto, non ci saranno.

C’è anche un altro svizzero, Mauro Caviezel, che ha compiuto notevoli progressi e che è atteso con curiosità ad una conferma, e si attende anche il ritorno a grandi livelli dei francesi i quali, dopo la tragica morte di David Poisson il 13 novembre 2017, non sono più saliti sul podio in discesa, mentre in superG ci sono riusciti lo scorso inverno Johan Clarey, secondo a Kitzbuehel, e nel marzo del 2018 Brice Roger, terzo a Kvitfjell. Ci saranno poi da testare le condizioni dei due infortunati di casa Germania, Andreas Sander, ancora alla caccia del primo piazzamento tra i primi tre in carriera, e soprattutto Thomas Dressen, rivelazione del 2017-2018 con quattro podi, tra cui due vittorie nelle discese di Kitzbuehel e Kvitfjell, mentre una certezza ad alto livello in superG è Josef Ferstl, due vittorie in carriera nella specialità tra cui quella dello scorso gennaio a Kitzbuehel proprio dove suo padre Sepp ottenne le sue due uniche vittorie in discesa in Coppa del Mondo.

Per quanto riguarda la Norvegia, rimasta orfana di Aksel Lund Svindal, Kjetil Jansrud è il campione del mondo in carica della discesa, trionfo ottenuto proprio davanti al più blasonato compagno di squadra, ritiratosi dopo quella gara, ma in Coppa del Mondo ha vissuto una stagione deficitaria in discesa, a parte il secondo posto a Soldeu, ed ha invece conquistato una vittoria a Lake Louise ed altri due podi in superG. La sensazione è che possa esserci un passaggio di consegne tra Jansrud ed Aleksander Aamodt Kilde, un successo in discesa in Val Gardena e due terzi posti in superG. In casa Italia le condizioni di Peter Fill, portatosi a casa due volte la Coppa di discesa nel 2016 e 2017, e di Christof Innerhofer, che oltretutto non è a Lake Louise ma è pronto a tornare a Beaver Creek la prossima settimana, sono un’incognita totale: Paris in casa sua dovrebbe cercare nuovi avversari tra i giovani, Emanuele Buzzi su tutti, ma anche lui al rientro dal famoso infortunio al piatto tibiale destro, fratturato cadendo dopo aver tagliato il traguardo della discesa di Wengen al sesto posto, suo miglior risultato in carriera.

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massimiliano.valle@oasport.it

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Foto: Shutterstock

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