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Sci alpino, Coppa del Mondo 2019-2020: Bassino-Brignone, a Killington le gigantiste azzurre si esaltano. A Lake Louise Paris subito in grande spolvero



Le emozioni che abbiamo appena vissuto sono ancora molto forti: veniamo da una giornata trionfale nei due sport invernali più popolari in Italia, nel biathlon, col successo nella staffetta mista di Ostersund di Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Dominik Windisch, e nello sci alpino, con la strepitosa doppietta di Marta Bassino e di Federica Brignone, prima e seconda nel gigante femminile di Killington, senza contare che la doppia vittoria nello sport della neve più seguito dagli italiani è mancata per soli 2 centesimi, tanto è il distacco col quale Dominik Paris è stato beffato dal tedesco Thomas Dressen nella discesa maschile di Lake Louise.

Parlando di sci alpino, cominciamo proprio da Paris: il 30enne altoatesino della Val d’Ultimo, che non a caso punta all’accoppiata di trofei di discesa e superG, ha dimostrato di essere già in grandissima forma, come raramente gli era capitato nel mese di novembre e nella prima metà di dicembre nel corso della sua carriera, tanto è vero che sulla pista canadese, che sembra modellata apposta per le sue caratteristiche originarie di grande scivolatore, ha vinto solo una volta nel 2013, niente al confronto dei tre successi a Kitzbuehel e a Bormio, due piste enormemente più impegnative.

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Siamo solo all’inizio ma se il buongiorno si vede dal mattino Paris ha imboccato la strada giusta per acciuffare la suddetta accoppiata, tanto più che oggi si è lasciato alle spalle l’atleta più costante del Circo Bianco in discesa, lo svizzero Beat Feuz, vincitore delle ultime due coppette di specialità e terzo sul pendio dello stato dell’Alberta ex-aequo col connazionale Carlo Janka, che negli ultimi anni ha avuto ogni tipo di infortunio e che a inizio stagione sembrava bloccato dal mal di schiena e che invece oggi è clamorosamente rinato, così come Dressen, la rivelazione di due stagioni fa, il cui rientro vittorioso dopo quasi un anno di stop ha davvero del clamoroso. Due avversari in più insomma per Paris nella rincorsa al doppio trofeo.

Tra le donne invece Bassino, spesso imputata di mancanza di freddezza nelle seconde manche, oggi sulla pista Superstar ha dimostrato esattamente il contrario e ha fatto vedere quello che tutti già sapevano, e cioè di possedere una sciata sublime, ma rispetto ad altre occasioni è riuscita a tirarla fuori continuità per tutte e due le manche. Poche volte la prima vittoria di un’atleta in Coppa del Mondo era stata attesa così a lungo, la 23enne cuneese di Borgo San Dalmazzo ci è finalmente riuscita battendo una Brignone che nella seconda manche ha sfogato tutta la rabbia che aveva in corpo, conoscendola, dopo il settimo posto della prima metà gara, e ha mancato il bis dell’anno scorso per soli 26 centesimi.

Una doppietta che è la quinta per le azzurre in gigante nella storia della Coppa del Mondo e due di queste sono state triplette, una vittoria per Marta che, come lei stessa ha auspicato nel dopo gara, potrebbe essere quella della svolta della sua carriera. Intanto la Superstar, pur essendo teoricamente poco adatta a loro, a maggior ragione per il fatto che oggi è stato tagliato il muro iniziale a causa del forte vento, si è confermata portafortuna per le nostre gigantiste: in quattro gare tra le porte larghe almeno un’azzurra è sempre salita sul podio. Le ragazze hanno dimostrato di esserci eccome, anche Sofia Goggia, che col numero 54 si è classificata undicesima, suo miglior piazzamento in gigante da tempo immemorabile proprio sulla pista dove tre anni fa salì per la prima volta sul podio.

Adesso però non bisogna illudersi che tutte le gare possano essere come quella di Killington, tanto più che due vecchie volpi come Tessa Worley e Viktoria Rebensburg possono piazzare il colpaccio da un momento all’altro e poi perché Mikaela Shiffrin con due podi ha già preso la testa della classifica di specialità proprio davanti a Brignone e Bassino, senza contare Petra Vlhova, apparsa in netta ripresa rispetto a Soelden, e Alice Robinson, la trionfatrice su Rettenbach, oggi caduta, ma che può risollevarsi già dalla prossima gara di gigante a Courchevel il 17 dicembre. Le avversarie sono tante e agguerritissime e per una possibile coppa di specialità bisognerà vivere alla giornata e gara dopo gara e poi i conti si faranno alla fine.

 

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massimiliano.valle@oasport.it

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Foto: Fisi / Pentaphoto

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