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MotoGP, analisi Day-2 Test Valencia 2019: Yamaha continua a brillare, tanto lavoro per Rossi e Dovizioso


Il lunghissimo weekend di Valencia, esteso fino a questa sera con la due giorni di test dopo aver calato il sipario sulla stagione 2019 della MotoGP, è finalmente volto al termine e ancora una volta ad eccellere troviamo una Yamaha. Fin dal venerdì del Gran Premio i mezzi della casa di Iwata si sono dimostrati dei veri fulmini, salvo poi venire annientati dalla Honda del Campione del Mondo Marc Marquez nel momento che contava davvero, ovvero la gara.

La seconda giornata ci ha lasciato la M1 dello spagnolo Maverick Viñales in testa, inseguita da vicino dalle due Petronas del francese Fabio Quartararo e di Franco Morbidelli. Solamente nono invece Valentino Rossi ma questa volta la scusante per il Dottore c’è ed è inattaccabile. A poco più di metà giornata infatti la versione 2020 che stava testando il pesarese ha cominciato a fumare vistosamente per quello che si è scoperto in seguito essere un problema di natura elettronica, così Valentino è stato costretto a focalizzare i propri sforzi sul cercare di ridurre il solito degrado gomme con la M1 2019. La nuova versione con un telaio più scavato sopra la pancia e soprattutto il nuovo motore sembra funzionare bene, tant’è che Viñales ha migliorato di 5-6 km/h le velocità di punta fatte registrare nel weekend.

Per il team satellite invece in pista c’era ancora lo stesso mezzo che ha appena concluso la stagione, con qualche piccolo adattamento sulla sella (più stretta per cercare di ottimizzare l’aerodinamica in rettilineo) e il nuovo forcellone in carbonio che il team ufficiale aveva già provato nei test di Misano un paio di mesi fa. I risultati sono stati evidenti, la Petronas resta probabilmente la moto più dolce e semplice da guidare e se arriverà lo step di potenza col nuovo motore si può davvero sognare in grande.

In casa Ducati, dopo le eccellenti sensazioni a fine Day-1, oggi si è invece dovuto concentrarsi sulle nuove componenti e su perfezionamenti del setting. Orfana di Danilo Petrucci che è stato colpito ieri da tendinite, si è profilato un gran lavoro extra per Andrea Dovizioso e Jack Miller durante queste ultime otto ore a Valencia e molto utile è stata in questo caso la presenza di Michele Pirro a supportare i dati raccolti con qualche giro extra. Il forlivese è restato ben sopra i tempi d’elite, fermandosi in undicesima posizione ma terminando questa due giorni comunque molto soddisfatto per quanto avvenuto ieri.

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In casa Honda non c’è assolutamente fretta di strafare e Marquez ha sfruttato al meglio la giornata per girare tanto e in modo molto costante sull’1:31 molto basso, segno di fiducia nel proprio mezzo. La grossa curiosità che riguardava il nuovo progetto Honda era però rivolta a capire se si fosse cercato di rendere più docile e guidabile la nuova versione per permettere a tutti di esprimersi al meglio, ma il riscontro della pista pare aver confermato, al contrario, che si è rimasti fedeli ad un progetto totalmente mirato sull’otto volte iridato spagnolo. Abbastanza bene anche Alex Marquez, anche se la mancanza di esperienza lo costringe ancora a faticare nel confronto con gli altri in determinate curve, un fattore naturale che verrà certamente migliorato nel tempo.

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Foto: LaPresse

michele.brugnara@oasport.it

Twitter: MickBrug

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