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Sci alpino, gigante maschile Soelden 2019: il ritiro di Hirscher e la discontinuità di Feller evidenziano il momento difficile dell’Austria nella specialità



E’ vero che il Wunderteam maschile risorge spesso dalle proprie ceneri quando in pochi se lo aspettano ma in gigante sarà difficile per gli austriaci colmare il vuoto lasciato dal ritiro di Marcel Hirscher.

Nelle ultime due stagioni, oltre al fuoriclasse del Salisburghese che ha lasciato il Circo Bianco poco meno di due mesi fa, tra le porte larghe è salito sul podio solo Manuel Feller, secondo a Garmisch-Partenkirchen il 28 gennaio 2018, mentre nei primi dieci ci sono arrivati lo stesso Feller, quarto in tre occasioni e altre sei volte tra i top ten, e Marco Schwarz, settimo ad Adelboden lo scorso gennaio. Non basta: l’ultimo austriaco che non fosse Hirscher a vincere in Coppa del Mondo è stato Philipp Schoerghofer a Hinterstoder il 6 febbraio 2011. Un bilancio tutt’altro che esaltante per una nazione che nel passato era abituata a primeggiare non con un uomo solo a stagione ma con due e, spesso e volentieri, anche con tre.

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Hirscher, insomma, ha coperto una crisi di risultati nella specialità che si è evidenziata in particolar modo negli ultimi due anni e che la gara d’apertura stagionale odierna a Soelden ha confermato in maniera eclatante. Il migliore infatti sul ghiacciaio del Rettenbach è stato il solito Feller, dodicesimo, ma i risultati del 27enne del Tirolo dipendono troppo dai numeri da circo che fa in ogni gara e che derivano dalla sua verve di attaccante nato, la quale spesso lo porta a rischiare oltre il limite. Solo altri due suoi connazionali sono arrivati al traguardo Matthias Mayer, campione olimpico di discesa nel 2014 e di superG nel 2018 che ha ottenuto il suo miglior risultato in carriera in gigante piazzandosi quindicesimo, e Roland Leitinger, diciannovesimo, che sta provando a tornare ad alti livelli dopo un grave infortunio di cui è stato vittima poco meno di due anni fa.

Tutti gli altri sono finiti fuori, compreso Stefan Brennsteiner, che era settimo dopo la prima manche e che è classe 1991, quindi non proprio di primo pelo così come quasi tutti gi “aquilotti” che hanno gareggiato sul Rettenbach, il più giovane dei quali è stato il 22enne Patrick Feuerstein, mentre il 25enne Dominik Raschner, vincitore della graduatoria di specialità in Coppa Europa nel 2018, è stato già colpito da infortuni. L’Austria è notoriamente bravissima a investire sui giovani, e poi, una volta che sono arrivati in Coppa del Mondo, a lasciarli crescere con calma: staremo a vedere se sapranno rinascere anche questa volta malgrado una situazione obiettivamente critica e che, pur privilegiando loro le gare veloci, anche in gigante non si è verificata così spesso.

 

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massimiliano.valle@oasport.it

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Foto: Shutterstock

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