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Sci alpino, Coppa del Mondo 2019-2020: Federica Brignone nella piena maturità agonistica. Motivazioni sempre più ambiziose per restare al vertice



Federica Brignone arriva alla stagione di Coppa del Mondo che sta per cominciare con la disputa del gigante di apertura di Soelden di sabato prossimo con i migliori auspici da tre anni a questa parte.

La 29enne valdostana di La Salle ha infatti potuto finalmente allenarsi in modo completo sulle nevi dell’emisfero australe dopo che nelle due estati precedenti le era stato impedito da problemi fisici: nel 2018 non era nemmeno andata in Argentina perché fermata da uno stiramento al legamento collaterale laterale del ginocchio sinistro e una microfrattura ossea alla gamba sinistra mentre nel 2017 ha dovuto rientrare anticipatamente in Italia perché colpita dalla pubalgia, che le fece anche saltare l’apertura dell’inverno sul ghiacciaio del Rettenbach.

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Quest’anno Fede si è allenata per un mese a Ushuaia, o meglio a Cerro Castor, insieme a Sofia Goggia e Marta Bassino, e ha incontrato le condizioni più varie sia come neve sia come meteo. Il suo obiettivo dichiarato è la coppetta di gigante, nella classifica finale della quale non è mai riuscita a salire sul podio a causa, oltre che dei suddetti e di altri problemi fisici, anche di un’incostanza di rendimento in zona podio mai completamente risolta: è stata quarta nel 2016 e nel 2017 e quinta nel 2011, 2018 e 2019.

Per carità, stiamo pur sempre parlando di un’atleta che è la terza italiana in Coppa del Mondo sia come numero di vittorie, 10, sia come numero di podi, 28, in entrambi i casi alle spalle di due leggende come Deborah Compagnoni e Isolde Kostner. Inoltre in gigante ha 19 podi all’attivo, seconda dietro ai 31 di Deborah, e 5 vittorie contro le 13 di Compagnoni e le 6 di Denise Karbon, in combinata invece nessuna azzurra ha mai vinto più di una gara, lei ci è riuscita addirittura tre volte, tutte a Crans-Montana, per giunta negli ultimi tre inverni.

Brignone di solito, forse per l’altissima concentrazione di gare, fa fatica a essere costante nella parte centrale della stagione (con qualche significativa eccezione, per esempio nel 2017-2018) e questo l’ha anche penalizzata in chiave medaglie: una con il suo talento meriterebbe di più dell’argento mondiale nel 2011 e del bronzo olimpico nel 2018, sempre in gigante, che ha raccolto. Invece all’inizio e alla fine dell’inverno è quasi sempre in forma straordinaria, anzi, nell’ultimo mese di gare, usando come trampolino di lancio la combinata di Crans-Montana, cambia letteralmente marcia.

Staremo a vedere se quest’anno Fede disputerà solo le discese con caratteristiche a lei adatte (cosa che in realtà l’anno scorso non si è verificata visto che ha saltato solo quella inedita sulla Saslong della Val Gardena) e si cimenterà solo negli slalom accoppiati ai giganti in una stessa località, saltando per esempio quello di Levi, concentrandosi sulle porte strette solo per la combinata, gara rilanciata a sorpresa dalla FIS visto che quest’anno in calendario ce ne sono quattro, tutte col superG come prova veloce.

Se centellinerà le sue presenze nelle discese e negli slalom vorrà dire che davvero il suo principale obiettivo di questa stagione senza grandi eventi da medaglia sarà la tanto agognata coppa di gigante, se invece non lo farà allora vorrebbe dire che un’atleta come lei, che è nel pieno della sua maturità agonistica, ha deciso di lottare anche per la classifica generale di Coppa del Mondo. E’ vero che la lotta per il primo posto è chiusa dalla presenza di Mikaela Shiffrin ma una come Fede ha tutte le possibilità di salire sul podio finale almeno quanto Sofia Goggia, che nel 2017 fu terza con lei quinta.

 

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massimiliano.valle@oasport.it

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Foto: Fisi / Pentaphoto

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