Vuelta a España 2019: Primoz Roglic, una cronometro da padrone. Ora potrà gestirsi in montagna: ha la squadra per farlo

Primoz Roglic era il favorito della vigilia, la cronometro da Jurançon a Pau poteva essere un punto chiave e una svolta per la classifica generale della Vuelta a España 2019, e così è stato. Anzi, al termine della frazione odierna si è andati ben oltre le aspettative, con distacchi veramente pesanti e che vedono lo sloveno della Jumbo-Visma sempre sempre più favorito per la vittoria finale della corsa a tappe iberica. Adesso è lui in maglia roja, la classifica generale lo vede al comando, e i suoi avversari dovranno dare il 101% per cercare di ribaltare le sorti della gara.

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Certamente la strada verso Madrid è ancora lunga, siamo soltanto a metà Vuelta, al giro di boa, ma quella che ha fatto vedere quest’oggi Roglic è stata una prestazione davvero strabiliante, che ha inflitto delle distanze abissali a tutti quanti. Ci si poteva aspettare una prova superlativa da parte dello sloveno, ma non così. Attualmente infatti, ha un vantaggio di 1’52” su Alejandro Valverde (Movistar) in classifica generale. Miguel Angel Lopez (Astana) è a 2’11”, l’ex leader Nairo Quintana (Movistar) a ben 3′, e il giovane e talentuoso Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) a 3’05”. Ha dietro di sé grandi scalatori, ma finora Primoz non ha ancora mostrato segni di cedimento in altura, e il tempo da recuperare nei suoi confronti, è veramente tanto.

Certo, anche al Giro d’Italia era partito con i favori dei pronostici, è rimasto così fino a metà corsa, poi Richard Carapaz ha ribaltato le sorti della gara, ma ora come ora anche solo i 112 secondi che dovrebbe recuperargli Valverde, visto il percorso comunque favorevole al capitano della Jumbo-Visma, sono veramente tanti. Gli basterà gestirsi in salita senza rischiare troppo; ha tutte le carte in regola per farlo. È lui l’uomo da battere, compresa la sua formazione. Esclusi Tony Martin e Lennard Hofstede, che sembrano in netta difficoltà, e ovviamente Steven Kruijswijk, che ha già abbandonato la Vuelta, Roglic avrà al proprio fianco in primis George Bennett, che attualmente è a ridosso della top ten con la sua tredicesima posizione. Le salite sono pane per i suoi denti, e sarà il punto di riferimento dello sloveno.

Così come Robert Gesink, che dall’alto della propria esperienza potrebbe essere quel valore mentale in più. Infine ecco i giovani Sepp Kuss, già accanto a Roglic durante l’ultimo Giro d’Italia, e il talento statunitense Neilson Powless, sempre all’erta in questa Vuelta dopo il capitombolo di Torrevieja che vedeva la Jumbo-Visma a terra in una cronometro a squadre da dimenticare in fretta; e così è stato, perché adesso la squadra olandese è la formazione da battere, e dopo l’esperienza del Giro d’Italia, e il terzo posto al Tour de France con Steven Kruijswijk, non vorrà di certo farsi scappare questa ghiotta occasione e la possibile conquista della Vuelta a España.

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Foto: Pier Colombo

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