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Ciclismo, Mondiali 2019: l’oro italiano sfuma in volata. Mads Pedersen in trionfo, argento con tanto amaro in bocca per Matteo Trentin



Nel cielo grigio di Harrogate un alone di tristezza e delusione incredibile per l’Italia. Quando sembrava tutto apparecchiato per un trionfo incredibile ed insperato, Matteo Trentin ha perso il titolo iridato della prova in linea di ciclismo su strada proprio nelle ultime pedalate, in uno sprint ristretto. A vincere il Mondiale dello Yorkshire è il danese Mads Pedersen che a 23 anni coglie il più importante successo da professionista. L’Italia torna sul podio ad undici anni di distanza da Varese 2008, coglie l’argento, ma resta tantissimo amaro in bocca per una corsa dominata in lungo e in largo e nella quale sarebbe dovuta arrivare la vittoria.

È il maltempo a farla da padrone: gara addirittura accorciata a causa delle forti piogge che hanno gravato sui corridori dal primo all’ultimo chilometro. Tanti scatti nelle prime fasi di gara, con atleti anche dalla caratura importante che si sono mossi sin dall’inizio. Dopo una decina di chilometri è andato via il tentativo giusto. Sono scattati in quattro: Jan Polanc (Slovenia), Eduard Grosu (Romania), Richard Carapaz (Ecuador) e Jonas Koch (Germania), il rumeno è andato in crisi, mentre gli altri tre sono stati raggiunti da Nairo Quintana (Colombia), Magnus Cort Nielsen (Danimarca), Maciej Bodnar (Polonia), Silvan Dillier (Svizzera), Petr Vakoc (Rep. Ceca), Alex Howes (Stati Uniti), Hugo Houle (Canada) e Primoz Roglic (Slovenia). Fuga dunque di lusso per iniziare questa manifestazione iridata: per loro 4’30” di margine massimo sul plotone.

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A dettare il ritmo sono state Australia, Francia ed Olanda, che con il passare dei chilometri sono andati a diminuire il gap. Proprio all’ingresso del circuito di Harrogate si è ricompattata la situazione. Nel frattempo il primo colpo di scena: la caduta di uno dei grandi favoriti, Philippe Gilbert, costretto al ritiro con il compagno di squadra belga Remco Evenepoel. Tanto equilibrio nei primi passaggi sul traguardo: nessuno è andato via, il plotone però è andato a sfoltirsi con l’Italia guidata da Giovanni Visconti ad aumentare l’andatura. Il primo pezzo perso dalla Nazionale tricolore è stato Diego Ulissi, sfortunato ad avere un problema meccanico. Tanti i ritiri di lusso, a partire dal campione in carica Alejandro Valverde.

A circa 50 chilometri dall’arrivo sono andati via in due: lo svizzero Kung e l’americano Craddock. Nel giro successivo sono partiti al contrattacco dal gruppo il danese Mads Pedersen, l’olandese Teunissen e l’azzurro Gianni Moscon. Sulla linea del traguardo si sono raggruppati gli attaccanti: un quartetto con Kung, Pedersen, Teunissen e Moscon. Nel plotone Francia e Belgio costrette a tirare.

Nella tornata successiva si è accesa la corsa. La Francia ha lanciato Julian Alaphilippe, ma al contrattacco sono venuti via alla grande Mathieu van der Poel e Matteo Trentin, che hanno superato e staccato il transalpino. La coppia italo-olandese è arrivata davanti a formare un quintetto con Kung, Pedersen e Moscon, con gli azzurri capaci di sfruttare la superiorità numerica. Il gruppo non è riuscito a reagire, perdendo circa 1′.

Nell’ultima tornata, prima di approcciare le salite conclusive, è accaduto l’incredibile: van der Poel è andato addirittura in crisi di fame, perdendo improvvisamente contatto dai rivali. In quattro sono andati a contendersi il titolo. Sull’ultimo strappo Kung ha deciso di alzare il ritmo, tirando fuori dalla lotta al podio Gianni Moscon. Il terzetto è andato a giocarsi il successo in volata: negli ultimi 200 metri è partito lo sprint di Trentin, ma è mancato il cambio di passo all’azzurro che è stato scavalcato nettamente da Mads Pedersen, incredulo all’arrivo. Argento per l’azzurro, bronzo per Kung, quarto Trentin. Quinta piazza per un Sagan rimontante troppo in ritardo.

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gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Yorkshire 2019/SWPix.com

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