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Ciclismo, Mondiali 2019: le pagelle della prova in linea juniores maschile. Nazionale USA impeccabile, fatica e orgoglio per gli italiani



Andata in archivio la prima prova in linea di questo Campionato del Mondo 2019 dello Yorkshire, tra i ragazzi juniores c’è chi sorride e chi si mangia le unghie. Di sicuro la festa è tutta a stelle e strisce, con la prova esemplare del neo campione del mondo Quinn Simmons e del suo fedele compagno di squadra Magnus Sheffield, anche lui a suo modo vincitore dopo una magnifica prova che lo ha poi portato sul terzo gradino del podio. Su Simmons ci sono ben poche parole da dire, se non che è stato perfetto. Alla fine festeggia anche l’Italia, con la medaglia d’argento di Alessio Martinelli, tra orgoglio e qualche rammarico. Le altre Nazionali? Assolutamente bocciate. Adesso andiamo nel dettaglio dando i voti ai protagonisti di questa giornata iridata. 

Quinn Simmons, 10: semplicemente perfetto. Ha centrato la fuga giusta al momento giusto, all’ingresso nel circuito di Harrogate che conosceva già molto bene, avendo corso la prova a cronometro, chiusa al quarto posto. Ha poi fatto più di 30 chilometri in solitaria, senza un attimo di cedimento. Una maglia iridata più che meritata per il campione nazionale statunitense, un corridore completo che fa ben sperare per il futuro del ciclismo americano.

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Alessio Martinelli, 8,5: una medaglia d’argento stupenda per l’Italia, ma che ha un po’ il sapore del rammarico. È stato costretto ad inseguire tutto solo l’inarrivabile Simmons dopo non esser riuscito a centrare la fuga buona che ha lanciato l’americano verso la vittoria. Un attacco d’orgoglio per il valtellinese, che ha fatto il massimo per onorare al meglio la nostra nazione, e alla fine ce l’ha fatta. Alessio è un ragazzo promettente, che non si arrende facilmente; e va preservato per il futuro che verrà.

Magnus Sheffield, 9: il compagno di squadra ideale per Simmons. Prima si è lanciato nella fuga a cinque con il neo campione del mondo, lasciandolo poi andare verso la sua vittoria solitaria, proteggendolo infine dagli altri avversari. Ha coperto la sua azione chiudendo su un ogni attacco, ha speso un sacco di forze come primo grande gregario degli USA, ed alla fine ha trovato la gamba giusta per fare la volata del gruppetto degli inseguitori. Uno sprint che gli ha garantito la medaglia di bronzo, un terzo posto che vale oro.

Gianmarco Garofoli, 7: prova a metà per il campione italiano, che prima si è perso per metà gara senza dar manforte agli altri azzurri per rintuzzare i vari attacchi, poi però è ricomparso nel circuito di Harrogate ed all’ultimo giro è arrivato il suo attacco, quello per tentare il tutto per tutto nell’agganciare il podio. Contrattacca ai meno cinque, fa un forcing assurdo, ma questo non basta, si fa riprendere dagli inseguitori proprio sul finale. Chiude quinto dopo uno sforzo incredibile e una bella prova d’orgoglio per un ragazzo di neanche diciassette anni.

Andrea Piccolo, 6,5: partito male, anzi, malissimo il Mondiale del magentino. Coinvolto in una caduta nei primissimi chilometri, ha poi fatto una rimonta solitaria rischiando non poco, sorpassando le varie ammiraglie. Alla fine è comparso in gruppo e si è portato al comando per cercare di ridurre qualsiasi attacco fino all’inizio del circuito di Harrogate. Ha poi alzato bandiera bianca dopo aver svolto un lavoro esemplare nonostante la grande sfortuna.

Italia, 7: sofferenza e orgoglio per i nostri azzurrini, sempre e comunque protagonisti in testa al gruppo, nonostante le cadute di Piccolo e Zambanini. Alla fine il lavoro viene ripagato a metà con l’argento di Martinelli, ma ci sono diversi errori di tattica.

Stati Uniti, 10: impeccabili dall’inizio alla fine. Attaccano, chiudono su allunghi pericolosi, si muovono al momento giusto con le due punte Simmons e Sheffield. Quel che succede nel finale è ormai storia fatta. Li temono tutti per come si sono comportati sin dalle prime battute di gara, e fanno bene.

Olanda e Gran Bretagna, 3: dovevano essere due tra le Nazionali di riferimento, come la Germania, ma alla fine non concretizzano nulla di buono. L’oranje Leijnse chiude quarto, l’inglese George settimo. Risultati anonimi per due formazioni che erano veramente attesissime, cercano di attaccare, ma alla fine non finalizzano. Bocciate.

Germania, 2: corre male, inseguendo costantemente. Marco Brenner (3) doveva essere uno degli uomini da battere, cerca qualche allungo, ma di lieve entità. I teutonici si perdono nel finale, senza aiutare le altre squadre all’inseguimento di Simmons. Non troppo meritato il primo posto nel ranking mondiale.

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@lisa_guadagnini

Foto: Profilo Twitter FCI

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