Nuoto, Mondiali 2019: 3 centesimi separano l’Italia dal bronzo in una spettacolare 4×200 stile. Oro all’Australia

L’ultima finale di questa sesta giornata ai Mondiali di nuoto 2019 di Gwangju è stata la staffetta 4×200 stile libero maschile, una gara eccezionale per livello di intensità e spettacolo offerto dove l’urlo dell’Italia per la medaglia si strozza in gola per pochissimi centimetri nonostante il nostro quartetto abbia polverizzato il record nazionale. Una delle più belle 4×200 di sempre ci ha regalato il quarto posto che sta stretto a questi straordinari atleti che sono riusciti a chiudere quarti con il complessivo 7’02”01, dopo quattro frazioni tutte condotte in maniera egregia, beffati all’ultima bracciata da una superpotenza come gli Stati Uniti per soli 3 centesimi di secondo. 

L’oro è andato abbastanza in scioltezza all’Australia che nella seconda parte di gara, e in particolare con un’ultima frazione devastante di Mack Horton, ha chiuso con 7’00”85 totale; una battaglia durata sedici vasche con USA, Gran Bretagna e Italia è stata invece quella che ha portato alla fine la Russia ad agguantare con le unghie l’argento (+0.96). Analizzando la prestazione degli azzurri è difficile trovare anche solo un minimo responsabile per la mancata medaglia, il nostro quartetto si è superato e quello che è mancato è stato solamente un po’ di fortuna, ma da ora l’Italia piazza il proprio nome tra le grandissime da tenere d’occhio in vista della prossima estate.

In prima frazione Filippo Megli ha fatto il suo, non è stata la migliore prestazione di sempre per il toscano complice anche una seconda vasca un po’ più cauta recuperata prontamente con una stupenda progressione sul finale; il testimone è passato poi a Gabriele Detti che ha impostato la prova sul “tutto o niente” imponendo un ritmo molto elevato per i suoi standard fin dal primo 50 e disputando una frazione assolutamente competitiva. Terzo in acqua Stefano Ballo che a sua volta ha offerto di gran lunga il suo meglio mai nuotato in una prova lanciata, con in particolare un ultimo 50 strepitoso che ha consegnato il terzo tempo provvisorio a Stefano Di Cola, dietro ad Australia e Russia; il giovane ascolano ha provato in tutti i modi a resistere al ritorno di Townley Haas, ma purtroppo non è bastato.

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Foto: Enrico Spada

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