Pattinaggio artistico, Mondiali 2019 – Massimiliano Ambesi: “Urge una riflessione sulle componenti del programma”


L’ultima giornata dei Campionati Mondiali di pattinaggio artistico, andati in scena questa settimana presso la Super Arena di Saitama, si è chiusa con il programma libero del singolo maschile e della danza sul ghiaccio che ha visto trionfare rispettivamente Nathan Chen e Gabriella Papadakis-Guillaume Cizeron. Abbiamo chiesto a Massimiliano Ambesi, celebre telecronista di Eurosport ed esperto giornalista/analista di sport invernali, un commento sulle gare odierne, non risparmiando un’ulteriore riflessione sulle attuali falle del sistema di punteggio.

Buonasera Massimiliano. Yuzuru Hanyu ha provato a vincere gettando il cuore oltre l’ostacolo. Nathan Chen ha risposto alla grande pattinando un programma impeccabile. Qual è il tuo pensiero sulla gara maschile?

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Alla fine la vittoria è andata all’atleta che, nella somma dei due programmi, ha sbagliato meno o niente. Il successo ritengo sia legittimo. A Yuzuru Hanyu è mancato un salto pesante nel programma corto, il quadruplo salchow, che gli ha dato  problemi anche nel libero, direi stranamente in quanto il salto in questione è stato quello meglio completato durante gli allenamenti. Con quei due errori Yuzuru non ha potuto lottare ad armi pari con Nathan Chen, la differenza tra i primi due è stata dettata dal quadruplo salchow, c’è poco da fare. Credo comunque che la prestazione di Hanyu sia stata di elevato spessore. L’atleta non era al meglio delle condizioni, non aveva i quattro minuti nelle gambe, ha lottato con orgoglio tirando fuori il cuore ed è riuscito a completare quasi tutto nel programma libero. Ha infatti eseguito un quadruplo rittberger alto oltre 60 centimetri oltre che la sequenza con bonus quadruplo toeloop/triplo axel, elemento inedito in un Campionato Mondiale. In questa gara però, visto il livello di Nathan Chen, non si potevano commettere errori e quindi credo che le prime due posizioni siano legittime. A mio modo di vedere, la differenza sulle componenti del programma tra Hanyu e Chen è più alta rispetto a quella emersa in questi giorni: i programmi del nipponico sono più ricchi rispetto a quelli dello statunitense e il livello del pattinaggio è superiore. Nonostante Nathan Chen sia progredito su tanti piccoli aspetti, la differenza tra i due si vede a occhio nudo e non può essere solo di un punto in un programma libero“.

Vincent Zhou ha invece conquistato una a dir poco inaspettata medaglia di bronzo…

Per Vincent Zhou certamente è stato importante completare i primi due quadrupli del programma libero, il lutz e il salchow che tra l’altro sono quelli eseguiti pure nel corto. Ritengo però davvero spropositata una valutazione come quella che ha ottenuto oggi sulle componenti del programma perché, a mio modo di vedere, un pattinatore con quelle caratteristiche non può avere l’8 di media. Oggi è arrivato a 87. Le componenti del programma non possono crescere in maniera proporzionale al numero di quadrupli che esegui, perché altrimenti eliminiamo il secondo punteggio e ragioniamo solo su elementi tecnici e grado di esecuzione. Io credo che la riflessione sulla gara debba partire da questo. Poi Zhou ha avuto il merito di completare quasi tutto quello che aveva pianificato e perciò possiamo ritenere il terzo posto legittimo. Ma allo stesso tempo se riteniamo che Zhou in questa gara sia il terzo pattinatore come livello allora forse abbiamo le idee confuse. Credo che la riflessione da fare dopo la gara odierna sia sul reale funzionamento del sistema d punteggioSe Nathan Chen presenta un libero in cui può arrivare a 130 nel tecnico, ovviamente eseguendo tutti gli elementi al meglio, non vedo perché il programma di alto profilo “artistico” non possa arrivare a 130 punti sulle componenti del programma. Se non vogliamo mettere la testa su questo punto le cose non cambieranno mai. Tutto questo va a svantaggiare diversi pattinatori“.

A proposito di valutazioni, mi ha fatto sorridere un caso in particolare. Un giudice ha differenziato solo di 25 centesimi le skating skills tra Hanyu e Zhou. Inoltre ha anche assegnato solo +1 al quadruplo rittberger del Campione Olimpico, fortunatamente in solitudine visto che gli altri hanno dato da +3 a +5…

Per quanto mi riguarda una valutazione di questo tipo sulle componenti del programma è da radiazione immediata perché non è oggettivamente possibile che ci siano solo venticinque centesimi di differenza tra i due pattinatori in questione. Ma non solo. Non è possibile che Zhou venga messo davanti ad atleti come Matteo Rizzo, Kolyada, Uno Shoma e almeno altri quindici. Noi non possiamo accettare che le componenti del programma si muovano in simbiosi con il numero di quadrupli completati. Inoltre secondo me Il quadruplo rittberger eseguito in quel modo, con quel tipo di preparazione e con l’altezza raggiunta, non può ricevere +1. Evidentemente quel giudice ha assistito a qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri. Però attenzione, non ci possiamo soffermare sul singolo, il problema è complessivo e non riguarda la valutazione dei giudici in questa gara, riguarda il sistema. Non ci può essere questa discrepanza tra punteggio tecnico e componenti del programma, va trovata una soluzione. Qualcuno propone di diminuire il valore degli elementi, personalmente lo trovo sbagliato e fuori luogo. Bisogna parificare le componenti del programma al punteggio tecnico; poi cambierà poco nelle classifiche? Mi sta bene. Ma sicuramente i pattinatori verrebbero spinti a cercare di migliorare quei particolari che oggi vengono lasciati in secondo piano. Nella gara odierna tra gli atleti fuori dalla top 10 quello che più mi ha stupito è stato Kevin Aymoz, lui ha presentato un programma originale, ricchi di passaggi di transizione e ben interpretato. Ha commesso qualche errore, così come tanti. È chiaro che un sistema di punteggio come quello attualmente in vigore penalizza un pattinatore di questo tipo, ma alla lunga penalizza anche il Matteo Rizzo di turno; io sostengo che sia importante evolvere e che sia giusto inserire più quadrupli possibili in un programma. Poi però tu giudice devi valutare come quell’elemento viene inserito all’interno del programma: se viene preceduto da una lunghissima rincorsa, se il programma è vuoto, se non ci sono passaggi di transizione, se non c’è interpretazione allora non possono arrivare valutazioni sull’8 o sul 9“.

Hai citato il francese Haymoz. In questa stagione si è parlato tanto di lui e del coreano Cha Jun-Hwan. Credi che potranno essere da medaglia alle Olimpiadi di Pechino del 2022?

Partiamo dal fatto che le Olimpiadi di Pechino sono molto lontane, quindi possono cambiare tante cose da qui al 2022. Sono certamente due pattinatori molto interessanti. Il Cha che abbiamo visto a Saitama è la brutta copia del pattinatore ammirato nella prima parte della stagione. Fisicamente non era al top, aveva anche qualche piccolo infortunio ma non poteva non gareggiare in un evento così importante. Quando la condizione è approssimativa è difficile portare a casa punteggi competitivi. A Cha non manca niente per essere un atleta da medaglia alle prossime Olimpiadi. Kevin Aymoz è uno degli atleti che è cresciuto di più in questa stagione insieme a Matteo Rizzo. Entrambi sono in possesso del pacchetto completo perché hanno qualità dal punto di vista tecnico, sono buoni interpreti, pattinano bene e sono certamente atleti di prospettiva. Il problema per tutti e due è sempre quello evidenziato in precedenza. In questo momento eseguono il quadruplo toeloop, cercheranno di competere inserendoli due nel libero ma è chiaro che per giocarsela con gli asiatici o gli statunitensi serve qualcosa in più perché l’attuale sistema di punteggio paga oltremodo chi esegue elementi con quattro rotazioni. Poi c’è chi le esegue in maniera egregia inserendoli al meglio del programma come Hanyu. Altri decisamente no. Io non credo che questo sistema quando è stato congeniato volesse premiare atleti monodimensionali, cioè capaci di eseguire le quattro rotazioni senza poi avere altro nel programma. Urge una riflessione“.

Passando alla danza, alla fine il tuo pronostico è stato rispettato! Hanno vinto con ampio margine Papadakis-Cizeron seguiti dai russi Victoria Sinitsina-Nikita Katsalapov e gli americani Hubbell-Donohue…

Ero solo incerto su quale delle due coppie russe sarebbe poi salita sul podio. La realtà è che ti accorgi subito come Papadakis-Cizeron abbiano qualcosa in più rispetto a tutti gli altri, hanno un pattinaggio davvero superiore rispetto alla concorrenza. Le altre coppie, al di là dei punteggi, erano tutte molto vicine. Va dato merito a Sinitsina-Katsalapov di non avere sbagliato niente su due programmi di gara, e questa è anche una mezza novità per loro. Il secondo posto ci può stare, non hanno rubato nulla e, trovando fiducia, potranno effettuare un ulteriore step in avanti. Non credo potranno arrivare al livello dei francesi che hanno un magnetismo che alle altre coppie manca. Hubbell-Donohue sulla carta, al di là di quanto avvenuto ai Four Continents, erano tra i più quotati, alla fine l’hanno spuntata di misura per la medaglia di bronzo su Stepanova-Bukin. Credo che analizzando l’andamento della stagione il risultato sia corretto“.

Come hai trovato Madison Chock-Evan Bates dopo il passaggio in Canada alla corte di Dubreuil e Lauzon?

Li ho trovati diversi, un po’ più originali su alcuni passaggi. Si dovrà vedere il prossimo anno se ci potrà essere un grande passo in avanti: non sono lontani da Hubbell-Donohue, lo sono tanto da Papadakis-Cizeron, con gli altri se la possono giocare. È anche vero che a Montrèal in questo momento ci sono troppe coppie di alto livello, credo sia difficilissimo gestire una situazione di questo tipo che non ha precedenti numerici comparabili rispetto al passato“.

Charlène e Marco hanno perso una posizione a causa di una sbavatura nel rotational lift, ma la loro stagione resta da incorniciare…

La stagione di Charlène e Marco è stata decisamente positiva. Mi dispiace non siano riusciti a scavalcare quota 200 punti, sfumata di poco anche ai Campionati Europei. Anche nella rhythm dance se andiamo a vedere le componenti del programma per i giudici erano ottavi, poi grazie al tecnico e alle chiamate del pannello sono riusciti a conquistare la settima piazza. È comunque il loro miglior risultato della carriera, ora sarà importante ragionare su cosa servirà per raggiungere le coppie che sono arrivate davanti. Il distacco non è eclatante, a volte contano particolari e su quelli si dovrà lavorare. Tanto di cappello per la stagione e per la prestazione di questi Campionati Mondiali“.

Credi sia cambiato qualcosa con le nuove norme regolamentari applicate alla danza? Charlène e Marco in un’intervista rilasciata alla nostra testata ci hanno detto che quest’anno, a fare la differenza, sono stati gli elementi coreografici. Oltre questo la nuova scala di valori nel GOE teoricamente dovrebbe aver dato risposte positive. Cosa ne pensi al riguardo?

È vero che il peso degli elementi coreografici, che sono diventati tre, può spostare gli equilibri. Tralasciando questo, Io sinceramente non vedo grandi cambiamenti. Alla fine se andiamo a vedere i risultati cambia poco. Sì, c’è una scala di giudizio più alta. In linea di massima a seconda del gruppo di discesa in pista sai che ci saranno coppie che prenderanno da +1 a +2, da +2 a +3, da +3 a +4 e da +4 a +5. Ho notato che in questi Mondiali il pannello tecnico ha attribuito valori vicini al massimo quasi per tutti, lasciando il lavoro sporco ai giudici. C’è da dire che è sempre tanto difficile decifrare la danza, non hai da ragionare su criteri oggettivi come ad esempio le rotazioni ed entra anche una componente soggettiva nel momento in cui l’elemento è stato ben eseguito. Onestamente però la scala di valori che abbiamo visto è analoga al passato, sono cresciute alcune coppie, altre sono rimaste dov’erano ma non vedo grossi stravolgimenti. Poi va rimarcato un principio: la danza è concettualmente diversa dalle altre specialità. Qui il primo segmento di gara ha più peso nella classifica finale di una competizione. La rhythm dance vale già tantissimo e ci sono presupposti di base differenti“.

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Foto: ISU Figure Skating (Press Relase)

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