MotoGP, analisi Test Sepang 2019: la Ducati fa paura, Yamaha e Suzuki crescono bene, la Honda lavora di fino

Ducati Team's Italian rider Andrea Dovizioso takes a corner during the second day of the 2019 MotoGP pre-season testing at the Sepang International Circuit in Sepang on February 7, 2019. (Photo by Mohd RASFAN / AFP)


Ducati, Ducati, fortissimamente Ducati. Si può riassumere in questo modo la tre-giorni di test pre-stagionali, riservati alla MotoGP di Sepang (Malesia). L’ultima giornata ha proposto un Danilo Petrucci capace di andare a battere il record della pista (in maniera non ufficiale dato che non ci troviamo nel corso del weekend di gara) ma quello che impressiona sono le prestazioni, anche, dei suoi colleghi. Se, ci potevamo aspettare buone risposte dal team Ducati ufficiale, sorprendono in positivo il secondo e terzo posto di Francesco “Pecco” Bagnaia e Jack Miller per il team Pramac, in grado di precedere anche Andrea Dovizioso. In questo venerdì il team di Borgo Panigale ha mischiato le carte, tra tentativi di time attack e simulazioni di passo gara, ma ha avuto le conferme che aspettava. La GP19 è pronta a stupire in questa stagione

Se in casa Ducati c’è la necessità di tenere i piedi ben saldi al terreno, anche in casa Yamaha si può guardare il bicchiere mezzo pieno di questo primo round di test invernali. La M1 edizione 2019 sembra essere nata sotto una buona stella. Dal motore a tutte le nuove componenti (oggi sono spuntate due interessanti ali ai lati del cupolino anteriore) i due piloti hanno potuto apprezzare un nuovo progetto che sembra aver allontanato la moto di Iwata dalla mediocrità. I tempi non sono stati, almeno oggi, al livello della Ducati, ma Maverick Vinales, quinto, e Valentino Rossi, decimo, hanno puntato sui long run, per capire davvero se l’elettronica ha compiuto i passi in avanti richiesti. Anche in casa Yamaha SIC Petronas, con Franco Morbidelli, i sorrisi non mancano. La velocità c’è, servirà abbinarla alla costanza.

Tutto in divenire, invece, in casa Honda. Marc Marquez a mezzo servizio, e Jorge Lorenzo ko per la frattura dello scafoide, hanno reso questi test meno indicativi del dovuto. La moto c’è, senza dubbio, e prosegue sulla scia di quella delle ultime annate, ma la sensazione è che il team Repsol arriverà al via del Mondiale con qualche certezza ancora da raggiungere. Buone risposte, invece, dal team LCR Honda, con Cal Crutchlow e Takaaki Nakagami, sempre nelle posizioni che contano.

Discrete notizie anche da casa Suzuki, quantomeno per quanto concerne Alex Rins. Lo spagnolo, che oggi ha preferito lavorare sul passo gara, ha sempre fatto segnare tempi di primissimo livello. Il suo compagno, il connazionale Joan Mir, sta pagando l’ambientamento alla classe regina, ma avrà tempo per crescere. Discorso simile anche in casa Aprilia, con Aleix Espargarò che, conoscendo la moto, sta già facendo intravedere qualcosa di interessante, mentre Andrea Iannone (oggi fermo) è ancora lontano dal giusto feeling. Chiudiamo con la KTM (sia Red Bull che Tech3) che rappresenta la grande incognita della stagione. Al momento, da Johann Zarco a Miguel Oliveira, passando per Haifz Syahrin, sono ancora alle prese con una moto ben lontana dalle migliori, ma la voglia di raggiungere i piani alti della classifica è enorme, come gli investimenti.

Capitolo gomme: Michelin si sta impegnando in maniera particolare per trovare le soluzioni migliori in vista della nuova stagione. La compagnia francese ha portato una nuova soluzione anteriore, un mix tra media e dura, per migliorare stabilità e rendimento, oltre a due posteriori (morbida e media).

 

 

alessandro.passanti@oasport.it

Twitter: @AlePasso

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Foto: LaPresse

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