Superbike, Test Jerez 2019: Alex Lowes il più veloce della prima giornata davanti a Rea, le Ducati inseguono


E’ andata in archivio la prima giornata dei test riservati al Mondiale 2019 di Superbike sul tracciato di Jerez de la Frontera (Spagna). Sulla pista andalusa il più veloce del day-1 è stato il britannico Alex Lowes in sella alla Yamaha con il crono di 1’40″442. Un tempo chiaramente influenzato anche dalle condizioni dell’asfalto. Il circuito iberico infatti si è presentato piuttosto sporco e con poca aderenza.

Alle spalle dell’alfiere di Iwata troviamo il campione del mondo in carica Jonathan Rea. Il nordirlandese ha girato relativamente poco rispetto al leader (40 giri per lui contro i 77 di Lowes), portandosi comunque a soli 8 millesimi dalla vetta. Segno che Johnny ha sempre un gran feeling con la verdona. In terza posizione il teammate di Rea, il britannico Leon Haslam, che negli ultimi minuti ha scalato la graduatoria, a 443 millesimi dal vertice. A completare la top-5 il turco Toprak Razgatlioglu, sempre sulla ZX-10R (1’41″001) e tra quelli con più giri completati (63), e l’altra Yamaha dell’olandese Michael van der Mark (1’41″047).

In sesta posizione, invece, uno degli osservati speciali, vale a dire il nostro Marco Melandri (Yamaha). Lasciata la Ducati non senza qualche polemica, il ravennate si è tuffato nell’avventura nipponica, con la creatura di Iwata gestita dal Team GRT, e i riscontri sono stati più che positivi. Il più veloce nella prima parte di giornata, Marco ha concluso con il tempo di 1’41″119, facendo vedere già una buona confidenza con il mezzo. Più arretrate invece le due Rosse di Chaz Davies e di Alvaro Bautista. Il migliore sulla Panigale V4 è stato il gallese, autore del tempo di 1’41″375 (nono), immediatamente davanti al compagno di squadra spagnolo (1’41″857). C’è ancora molto da lavorare nella scuderia di Borgo Panigale per trovare la quadra e questo assaggio è da prendere con le molle. Per quanto concerne la BMW, Tom Sykes ha girato senza transponder con la moto tedesca e quindi ha giocato un po’ a nascondino, come si suol dire. Vedremo se domani i riferimenti di Tom saranno visibili nell’ordine dei tempi.

 

 

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Foto: Valerio Origo

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