MotoGP, Valentino Rossi e una Yamaha rimasta indietro rispetto a Honda e Ducati. I nodi per uscire dalla crisi


Il Mondiale 2019 di MotoGP non è ancora iniziato, ma con grande probabilità ruoterà attorno ad una domanda: “Che Yamaha avranno a disposizione Valentino Rossi e Maverick Vinales”? Non sarà un quesito di poco conto, dato che potrebbe essere addirittura decisivo per l’assegnazione del titolo iridato. Se, e nessuno ad Iwata se lo augura, la moto non dovesse compiere i passi in avanti sperati, infatti, la situazione sarebbe davvero drammatica, sportivamente parlando.

Su cosa sono intervenuti, dunque, nella casa madre giapponese? I tecnici e gli ingegneri della Yamaha hanno messo mano in maniera pesante sulla M1. Gli aspetti da migliorare erano talmente tanti che, sostanzialmente, vedremo in pista una moto completamente rivoluzionata. Motore, telaio, pesi. Tutto nuovo e stravolto rispetto agli ultimi due progetti completamente falliti. Ma, e non è un “ma” di poco conto, il punto focale sarà solamente uno: l’elettronica.

Proprio quest’ultima, infatti, ha rappresentato il neo maggiore della Yamaha nelle ultime annate. Il gap nei confronti di Honda e Ducati, spesso, è apparso quanto mai preoccupante e netto, e se non saranno stati compiuti dei passi in avanti, la situazione in pista rischia di rimanere la medesima, ovvero con Valentino Rossi e Maverick Vinales a rincorrere. La M1, infatti, ha sofferto soprattutto in uscita di curva a livello di elettronica. Mentre Honda e Ducati erano libere di sprigionare la loro potenza in maniera naturale, pronta ed efficace, i due yamahisti sentivano le rispettive gomme posteriori pattinare, surriscaldarsi e, quindi, rovinarsi in maniera repentina.

Senza la risoluzione di questo problema le chance di ritornare ai piani alti della classifica saranno ridotte al lumicino. Per questo motivo i due piloti hanno le dita incrociate e confidano che il peggio sia passato. Soprattutto Valentino Rossi che, giunto alla penultima annata della sua carriera, si augura di vivere un campionato da protagonista e non vissuto nelle retrovie. Da febbraio capiremo meglio come sarà la situazione. I primi test pre-stagionali ci diranno se ad Iwata avranno, o meno, lavorato bene sulla M1. Le dita dei due piloti, nel frattempo, rimangono incrociate…

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alessandro.passanti@oasport.it

Twitter: @AlePasso

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Foto: Valerio Origo

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