Ginnastica, la forza del 10 perfetto e lo show virale di Katelyn Ohashi. Il sistema di punteggio che semplifica l’artistica


Quella appena incominciata è la 14^ stagione con il nuovo sistema di punteggio per quanto riguarda la ginnastica artistica, nel 2006 debuttò infatti il codice che prevede D Score ed E Score, eliminando il 10.0 perfetto che ha fatto la storia della Polvere di Magnesio. Un vero e proprio stravolgimento che ha letteralmente rivoluzionato questo sport, le difficoltà hanno incominciato ad avere un peso specifico determinante e così gli atleti si sono spinti sempre al limite per eseguire elementi più complessi e dunque più premiati dai giudici.

Il 10, sinonimo della perfezione anche a scuola e di facile comprensione per tutti, è stato mandato in soffitta per buona pace di ginnaste, appassionati, addetti ai lavori e grande pubblico. Proprio quel pubblico che ora fatica a districarsi tra note di difficoltà, punteggi per esecuzione e quant’altro: la ginnastica artistica non è sicuramente di facile comprensione e non è per tutti, il sistema di punteggio in vigore da 13 anni non ha semplificato le cose ma nonostante questo non mancano i pienoni nei palazzetti visto che l’artistica è coinvolgente, spettacolare, emozionante indipendentemente dal risultato.

Il tema del 10 perfetto è tornato alla ribalta negli ultimi giorni in seguito all’esibizione di Katelyn Ohashi che ha fatto il giro del pianeta: il video dell’esercizio al corpo libero della statunitense è diventato virale, è stato trasmesso anche dai principali network televisivi negli USA e in Europa, tutti i media hanno raccontato la storia di questa atleta che sta affrontando il campionato universitario americano. La NCAA si disputa infatti con questo meccanismo di punteggio che è di facile comprensione: anche chi non segue la ginnastica abitualmente ha capito che questo esercizio è stato superlativo proprio perché valutato con 10.0, il massimo proprio come a scuola. Per qualche giorno la Ohashi è stata più famosa di Simone Biles, la Reginetta indiscussa della disciplina. Non si torna indietro ma qualche riflessione andrebbe fatta.

 

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Foto: Leonard Zhukovsky / Shutterstock.com

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