Basket, Champions League 2019: Venezia spettacolo a Tenerife, Bramos e Haynes ipotecano l’accesso agli ottavi battendo la prima del girone

Bramos Michael Umana Reyer Venezia vs Vanoli Cremona Lega Basket Serie A 2018/2019 Venezia, 06/01/2019 Foto M.Brunello/Ag. Ciamillo Castoria


L’Umana Reyer Venezia si rende protagonista di una grande notte a Tenerife. Nell’11° turno di Champions League, la formazione allenata da Walter De Raffaele batte l’Iberostar primo nel girone B e quinto in Liga ACB col punteggio di 78-80 e mette una serissima ipoteca sulla qualificazione agli ottavi di finale della competizione europea sotto l’egida della FIBA. In quella che, a tutti gli effetti, è una battaglia cestistica in cui sono i dettagli a rivelarsi decisivi, la squadra di De Raffaele porta cinque uomini in doppia cifra: Marquez Haynes (18 punti), Michael Bramos, Austin Daye (14 a testa), Julyan Stone (12) e Gasper Vidmar (10). Agli uomini di Txus Vidorreta non bastano i 16 di Tim Abromaitis, i 10 di Colton Iverson e Sebastian Saiz e neppure due statistiche curiose: una miglior valutazione di squadra (92-80) e il dominio a rimbalzo (38-25).

L’inizio di partita di Tenerife è tutto firmato Richotti: sono suoi cinque dei primi nove punti della formazione di casa, che va rapidamente sul 9-3. Haynes prova a rispondere con due triple: una la segna, l’altra la sbaglia, guadagna tre liberi, ma ne realizza uno solo e dall’altra parte Gillet riceve lo scarico di Beiran per il 12-7. Haynes causa una visione alla partita: Stone appare a Tenerife sotto forma di otto punti consecutivi con cui sfida le triple di Gillet e Brussino. Il primo quarto, però, è del numero 0 della Reyer: gioco da tre punti e 18-20, prima dello spaventoso alley-oop Bassas-Niang che vale il pareggio e un fallo tecnico alla panchina di casa, che è la ragione per cui Daye firma il libero del 20-21 con cui si arriva al decimo minuto.

Daye e Tonut, al rientro sul parquet, portano Venezia sul +6, ma l’Iberostar cavalca l’onda positiva di Saiz, che tira fuori sei punti di fila, il pareggio e il time out di De Raffaele. L’equilibrio dura poco, perché ai due veneziani già protagonisti del secondo periodo si aggiunge Vidmar, che usa tutta l’esperienza e la tecnica in suo possesso per riportare i suoi avanti di sei punti. Il time out chiamato da Vidorreta sortisce effetto, dato che i padroni di casa rientrano fino al -1; il duello continua fino alla sirena dell’intervallo lungo. Il punteggio dice 43-45 Reyer, con le percentuali da tre di primo livello per entrambe: 50% (6/12) per Tenerife, 64,3% (9/14) per Venezia.

Di ritorno dagli spogliatoi, la partita di alte percentuali dei primi due quarti lascia il posto a un basket più fisico, dove i contatti si fanno sempre più rudi, anche a costo di prendersi qualche fallo tecnico. In questo clima Tenerife ci si trova molto bene, dal momento che, andata sotto di 4 punti (46-50), prima recupera lo svantaggio, poi negli ultimi due minuti sale in cattedra: dal 52-56 Saiz e Abromaitis pareggiano, quest’ultimo appoggia il canestro del sorpasso in transizione veloce, si verifica una deprecabile inversione di fischio (Steiger colpisce di tacco il piede di Haynes impegnato a tirare da tre, con il fallo che viene però fischiato in attacco contro quest’ultimo) sugli sviluppi della quale ancora Abromaitis firma la tripla, i sette punti consecutivi e il 61-56.

Negli ultimi dieci minuti Richotti comincia dando il +7 a Tenerife, ma comincia lo show di Tonut e Bramos insieme: l’uno arma la mano, l’altro la usa, il numero 7 lo serve, il numero 6 ringrazia e segna quattro triple che esaltano i tifosi veneziani giunti fino alle Canarie. L’Iberostar accetta la lotta punto a punto con White e Abromaitis, ma a poco più di un minuto dalla fine è sotto di 4 punti (72-76). Daye commette fallo prima di una rimessa, che è automaticamente antisportivo, poi Stone ne fa un altro, ma i viaggi di White e Iverson in lunetta generano solo due punti su quattro. Il festival dell’1/2 continua con Vidmar e White nei secondi successivi, così tutto si riduce a un’azione d’attacco veneziana, con Haynes che prima rischia di farsi soffiare il pallone da San Miguel, poi vola in penetrazione per segnare e subire il fallo di Saiz che gli vale il tiro libero aggiuntivo del 76-80. Vidorreta, dopo il viaggio in lunetta del suo avversario, chiama time out per dare indicazione di tirare senza fretta, allo scopo di salvare il doppio confronto, dato che l’Iberostar al Taliercio aveva vinto di 7. Richotti segna il 78-80, ma mancano poco più di tre secondi; Gillet commette fallo su Daye, che una volta sbagliato il primo libero decide di fallire di proposito il secondo, costringendo Abromaitis a un tiro da sotto il proprio canestro che non si avvicina neppure all’altro. La Reyer vince 78-80 e, di fatto, ipoteca la qualificazione agli ottavi.

IBEROSTAR TENERIFE-UMANA REYER VENEZIA 78-80 (20-21, 43-45, 61-56)

TENERIFE – San Miguel, Staiger 3, Iverson 10, Richotti 9, Niang 4, Brussino 3, Bassas 3, Saiz 10, Abromaitis 16, Gillet 9, Beiran 4, White 7. All. Vidorreta

VENEZIA – Haynes 18, Stone 12, Bramos 14, Tonut 7, Daye 14, De Nicolao 2, Vidmar 10, Washington 2, Biligha, Mazzola, Cerella ne, Watt 1. All. De Raffaele

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federico.rossini@oasport.it

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Credit: Ciamillo

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