Biathlon, ITALIA PADRONA A HOCHFILZEN! Trionfo nella staffetta femminile, rimonta leggendaria di una supersonica Dorothea Wierer!

Dorothea Wierer of Italy fires her rifle during the zeroing session prior to the IBU Biathlon World Cup Women's 10 km Pursuit competition in Pokljuka, Slovenia on December 9, 2018. (Photo by Jure Makovec / AFP)


L‘Italia femminile del biathlon centra l’impresa: ad Hochfilzen, località che porta benissimo ai nostri colori, per la seconda volta nella storia la staffetta azzurra vince una prova di Coppa del Mondo. Lisa Vittozzi, Alexia Ruggaldier, Dorothea Wierer e Federica Sanfilippo mettono in riga tutte le avversarie e trionfano in una gara pazza, che corona un momento di forma incredibile di tutte le nostre atlete.

Nella prima frazione Lisa Vittozzi fa gara dura per provare a staccare le avversarie e consegnare un tesoretto in seconda frazione: l’azzurra è perfetta al poligono a terra, poi sceglie di non forzare nel secondo giro, ma un errore in piedi permette a Germania ed Ucraina di passare al comando. Nell’ultimo giro Vittozzi passa in testa nel tratto duro e dà il cambio in testa ad Alexia Runggaldier.

La Slovacchia con Kuzmina passa a condurre, portandosi dietro la Svezia, mentre Preuss per la Germania e la nostra Runggaldier si staccano lentamente. L’azzurra si fa riprendere anche dall’Ucraina, ma nel poligono a terra spara bene ed esce terza dietro alla Slovacchia ed alla Germania. Nel secondo giro la slovacca allunga sulla tedesca, mentre l’azzurra si fa riprendere da un gruppetto di cinque atlete che comunque le consentono di non perdere tantissimo dalla vetta. Al poligono in piedi l’italiana sbaglia però due bersagli, mentre è disastrosa la Germania, che paga due giri di penalità. Runggaldier esce nona a 49″ dalla vetta, mentre davanti la Slovacchia continua a fare gara di testa, davanti alla Francia. Il secondo cambio vede la Slovacchia dare 20″ ad un gruppo di quattro atlete, mentre Wierer parte con 1’07” in undicesima piazza. Qui inizia la leggenda.

La nostra terza frazionista arriva al poligono a terra con 42″, è perfetta ed esce in settima piazza con soli 28″ dalla vetta, ora rappresentata dalla Bielorussia, che prova ad andarsene con la Svizzera. Nel secondo giro l’azzurra recupera ancora con un passo indemoniato sugli sci, agganciando il gruppetto in lotta per la quarta piazza, a pochi secondi dalla Norvegia. Nel tratto duro però Wierer è incontenibile, e rientra sulle code di Tandrevold (Norvegia). L’altoatesina è strepitosa nel secondo poligono, uscendo davanti a tutte, con la sola Svizzera vicina, mentre la Norvegia è disastrosa e paga due giri di penalità. Wierer fa il vuoto, la Svizzera resiste a pochi secondi, mentre tutte le altre avversarie pagano almeno 30″, ma nel tratto in salita l’azzurra guadagna ancora, lanciando Sanfilippo con 18″ sulla Svizzera e 32″ su Svezia e Francia e 40″ su Russia e Bielorussia, con tutte le altre oltre il minuto. Una frazione epica per Dorothea Wierer, che è già nella storia del biathlon.

Nel primo giro Sanfilippo guadagna sulla Svizzera, tenendo praticamente invariato il distacco sulle altre avversarie, e nel tratto duro nessuna riesce a fare la differenza, mentre l’elvetica viene ripresa dalle inseguitrici. Nel poligono a terra l’azzurra è perfetta e mette pressione alle altre, la Svezia con Oeberg esce a 20″, mentre la Francia usa una ricarica ed è a 34″, con Russia, Bielorussia e Svizzera ancora più attardate. Nel secondo giro la Svezia si avvicina, guadagnando 6″, mentre la Francia passa a 25″. Nel tratto duro le inseguitrici guadagnano ancora qualcosina, ma nel poligono in piedi l’azzurra è perfetta, mentre la svedese manca l’ultimo bersaglio. L’azzurra inizia l’ultimo giro con 12″ di margine sulla Francia e sulla Svezia, e a metà dell’ultimo giro il distacco è praticamente invariato. Nel tratto duro però l’azzurra mette il turbo, le inseguitrici passano a 15″ e Sanfilippo può affrontare con tranquillità gli ultimi 600 metri. L’azzurra si gode il rettilineo d’arrivo e chiude in 1:10’58″7, dietro lo sprint della Svezia vale solo per il secondo posto, con un ritardo di 8″4, mentre la Francia si deve accontentare del gradino più basso del podio, a 11″8. La Russia, quarta, paga 47″2, oltre il minuto Bielorussia, quinta, e Norvegia, sesta, più attardate tutte le altre avversarie.

L‘Italia compie un’autentica impresa, vincendo una gara che sulla carta ci vedeva tra le favorite, ma che a metà gara sembrava praticamente persa. Strepitosa la prestazione di Dorothea Wierer, perfetta e rapida al poligono, irraggiungibile sugli sci. Un plauso anche a Lisa Vittozzi, che ha chiuso in testa la prima frazione, e Federica Sanfilippo, chirurgica al poligono e bravissima nella distribuzione dello sforzo sugli sci, purtroppo da rivedere la frazione di Alexia Ruggaldier. Il risultato finale però dà ragione ai tecnici ed alla squadra azzurra.

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roberto.santangelo@oasport.it

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Foto: Lapresse

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