Ginnastica, Europei 2018: Italia, che sfilza di infortuni! Cinque crac in un mese: sfortuna o preparazione sbagliata?


Lara Mori, problemi mucolari. Sara Ricciardi, frattura dell’alluce. Martina Maggio, infortunio alla rotula. Sofia Busato, infortunio al ginocchio (ancora da valutare nel dettaglio). Tutti anticipati dal crac di Desiree Carofiglio di un mesetto fa. Questa è l’Italia degli infortuni, prima e purtroppo anche durante gli Europei 2018 di ginnastica artistica. Una vera e propria ecatombe che, congiunta ai problemi di qualche veterana, ha costretto Enrico Casella a disegnare un nuova formazione per partecipare alla rassegna continentale. Ieri le azzurre hanno gareggiato con orgoglio e hanno messo tantissimo cuore in gara (davvero nulla da rimproverare) ma purtroppo non abbiamo centrato la Finale a squadre rimanendo fuori dopo 22 anni dall’ultima volta.

Il problema è a monte: come mai così tanti infortuni in avvicinamento al primo appuntamento importante della stagione? Si è sbagliato qualcosa nella preparazione? Si è spinto oltre il limite? Oppure davvero tutto può essere derubricato a sfortuna (e ci sta)? Sono queste le risposte che vanno cercate all’interno del nostro movimento, senza alcuna polemica ma con la massima serenità di valutare un situazione critica che si è venuta a creare. Ieri Martina Basile e compagne hanno dimostrato di poter essere sul pezzo ma è chiaro che determinati elementi sono troppo importanti se si vuole competere a certi livelli. Ora bisognare resettare, valutare anche in ottica futuro e iniziare già a lavorare per i Mondiali che ormai sono davvero dietro l’angolo (a fine ottobre a Doha).

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Tra l’altro non soltanto l’Italia ha avuto difficoltà perché basti pensare agli infortuni delle sorelle Rebecca ed Ellie Downie per la Gran Bretagna, a quello di Giulia Steingruber per la Svizzera, all’assenza di Ellie Seitz per la Germania, agli stop di Vika Komova e Aliya Mustafina per la Russia: dove si vuole spingere questa ginnastica? Mezza Europa che conta non era in gara a Glasgow e questo deve fare riflettere.

 





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