Canoa velocità, Europei 2018: Carlo Tacchini, rimonta di bronzo! Che podio nel C1 1000 metri


Carlo Tacchini si regala la prima medaglia in carriera agli Europei di canoa velocità. A Belgrado il 23enne piemontese ha conquistato un meraviglioso bronzo nel C1 1000 metri (specialità olimpica) alle spalle del ceco Martin Fuksa e del tedesco Sebastian Brendel, i due mostri sacri della disciplina.

L’azzurro ha attuato una tattica di gara molto accorta, badando a conservare energie per il finale. Ai 250 metri il canoista italiano si trovava infatti in ottava posizione, così come a metà gara, staccato di 4″7 dalla vetta. Se Brendel e Fuksa davano vita ad una spettacolare lotta a due per il titolo, dietro si scatenava la bagarre per il bronzo. Tacchini risaliva con una pagaiata potente e decisa, issandosi al sesto posto ai 750 metri, a soli 8 decimi dal polacco Piotr Kuleta, terzo. Il rush conclusivo del portacolori del Bel Paese si rilevava impetuoso e gli consentiva di prendersi il terzo gradino del podio, precedendo l’ungherese Tamas Kiss ed il francese Adrien Bart, mentre Kuleta chiudeva sesto. Davanti, invece, Fuksa beffava Brendel di appena 87 millesimi, festeggiando il primo alloro della carriera in una specialità olimpica ad un Europeo (era già stato oro nel 2016 e 2017 nel C1 500 metri, mentre nel C1 1000 fu argento lo scorso anno proprio alle spalle del tedesco).

Tacchini, dunque, prosegue in un percorso di crescita che lo vede ormai in pianta stabile nel gotha della canadese planetaria. L’azzurro può presentarsi con ambizioni di medaglia in qualsiasi competizione. Va detto che il gap da Fuksa (di soli due anni più ‘anziano’) e Brendel (classe 1988) resta ampio e servirà ancora del tempo per colmarlo. Oggi l’azzurro ha accumulato quasi tutto il distacco di 5″1 nei primi 500 metri, mentre ha fatto segnare riscontri equivalenti a chi lo precedeva nella seconda parte di gara. Tacchini dovrà dunque continuare a lavorare sulla resistenza allo sforzo, per riuscire a partire forte e non perdere smalto nelle battute conclusive. La strada, comunque, è quella giusta, con due anni di tempo per provare a raggiungere Fuksa e Brendel in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

federico.militello@oasport.it





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