Giro d’Italia 2018, Chris Froome: che campione! Rinasce sullo Zoncolan e vince davanti a Yates. Grande Pozzovivo, Aru alza bandiera bianca


L’Inferno che porta in Paradiso. Dallo sconforto degli ultimi giorni, le tante difficoltà affrontate, alla gioia della vittoria su una salita mitica: Chris Froome si prende il Monte Zoncolan, la 14esima tappa del Giro d’Italia e si rilancia in classifica generale, in una giornata in cui Simon Yates si difende alla grande, al pari di Domenico Pozzovivo terzo a poco più di 20” e Tom Dumoulin che senza brillare arriva a 37” dal britannico. Altra crisi, invece, per Fabio Aru, ormai escluso dalla lotta per le prime posizioni.

Come successo spesso negli ultimi giorni, la fuga non è partita al primo vero attacco di giornata. La fase iniziale di gara è passata ad altissime andature, fino a quando si sono avvantaggiati dopo una quarantina di chilometri sette atleti: Francesco Gavazzi (Androni – Sidermec), Enrico Barbin (Bardiani – CSF), Mads Pedersen (Trek – Segafredo), Valerio Conti (UAE Team Emirates), Laurent Didier (Trek – Segafredo), Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale) e Jacopo Mosca (Wilier – Selle Italia). Dopo che si sono riuniti in momenti diversi hanno trovato un buon accordo e già nella prima fase hanno incrementato il vantaggio nei confronti del gruppo. La Mitchelton-Scott, come ormai da abitudine, ha fermato l’emorragia di minuti tra i 4 e i 5, impostando un ritmo regolare in testa al gruppo. 

Solo nella seconda metà di corsa i fuggitivi sono riusciti ad andare oltre i 6′ di margine, ma una volta entrati nel trittico finale di salite hanno visto via via diminuire il loro vantaggio grazie al lavoro delle varie squadre sulle salite di Passo Duron e Sella Valcalda. In particolare, per lunghi tratti ha fatto il ritmo l’Astana in favore di Miguel Angel Lopez, tra i più attesi di giornata, ma si sono fatte vedere davanti, oltre la squadra del leader, anche Team Sky e Team Sunweb, rispettivamente capitanate da Chris Froome e Tom Dumoulin.

Sulla salita di Sella Valcalda è esploso il gruppo dei fuggitivi: Valerio Conti, in particolare, ha fatto la differenza, portando con sé Enrico Barbin. Il gruppo, però, con le sferzate date sulle due salite che hanno preceduto lo Zoncolan è tornato a poco più di un minuto di distacco, affossando tutte le possibilità degli attaccanti di poter arrivare al traguardo. La coppia dei due corridori italiani, in ogni caso, sono riusciti ad attaccare l’ultima ascesa al comando, pur con un vantaggio inferiore al minuto. Il primo a scattare dal gruppo è stato Igor Anton (Dimension Data), che in breve ha ripreso Barbin per poi mettere le mirino anche Conti, rimasto da solo al comando.

Entrambi, però, sono stati riassorbiti da Michael Woods (EF Drapac) a 6,5 chilometri dall’arrivo, con il gruppo appena dietro guidato da Wout Poels del Team Sky. In gruppo, Tom Dumoulin si è mantenuto per lunghe fasi in coda, posizione inusuale per il suo modo di correre che abbiamo imparato a conoscere. I primi a staccarsi, però, sono stati Fabio Aru (UAE Emirates) e Davide Formolo (Bora-hangrohe), tra gli uomini più attesi. Assieme a loro anche Giulio Ciccone (Bardiani-Csf) a circa 6 chilometri dall’arrivo, sempre con Poels a dettare il passo. Nel contempo, Froome si è portato in seconda ruota nel gruppo alle spalle del compagno olandese seguito a ruota da Simon Yates, mentre Dumoulin ha recuperato posizioni superando uno ad uno tutti gli atleti che si sono staccati. Tra i migliori, sempre coperti, Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida), Miguel Angel Lopez (Astana) e Thibaut Pinot (Groupama-Fdj).

Ai meno cinque, probabilmente, la mossa che nessuno si aspettava. Poels si è sfilato e dalla sua ruota è partito, in progressione, Chris Froome. L’uomo più in difficoltà tra il Gran Sasso e Osimo è stato il primo a muoversi sulla salita simbolo della corsa. Dumoulin è stato il primo a cedere con Pinot, pur senza naufragare, mentre Pozzovivo, Chaves e Yates hanno retto qualche centinaia di metri in più prima di lasciar andare il capitano del Team Sky. Froome, però, non è riuscito a fare il vuoto: il terzetto degli inseguitori è rimasto a circa 10”, mentre Dumoulin e Pinot si sono stabilizzati sui 20” di ritardo.

Yates ha risposto a tre dalla vetta, staccando i due compagni d’avventura per cercare di riportarsi in solitaria su Froome, poche decine di metri più avanti, sempre solitario. Negli ultimi due chilometri la maglia rosa ha rosicchiato metro dopo metro a Froome, fino quasi a riprendergli la scia negli ultimi 500 metri: la maglia rosa, però, non è riuscita a chiudere gli ultimi 10 metri di distacco, con Froome che è andato a prendersi una vittoria che risolleva il suo Giro d’Italia e lo rilancia, almeno dal punto di vista del morale, nella corsa per il podio e per la vittoria finale.

Yates è arrivato a 6” di distacco, incrementando la propria leadership in classifica generale nei confronti dei più immediati inseguitori: Pozzovivo è transitato sulla linea d’arrivo terzo con 23′ di distacco assieme a Lopez. Dumoulin è riuscito a difendersi, perdendo solo 37” da Froome, e arrivando pochi metri davanti a Pinot. Dumoulin, ora, ha 1’24” da recuperare a Yates, mentre Pozzovivo è sul podio virtuale a 1’37”. Quarto Pinot, mentre Froome è risalito fino alla quinta piazza a 3’10”.





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Foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse – Comunicato Stampa Rcs

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