Nuoto, Europei Glasgow 2018: Italbaby vista Tokyo. I giovani azzurri già protagonisti agli Europei?

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Potrebbe essere mia figlia!” Più di un atleta a bordo vasca ha pronunciato questa frase sabato pomeriggio quando si è reso conto che sul podio dei 50 rana era salita Benedetta Pilato, classe 2005, 13 anni ancora da compiere. Benedetta avrà tempo per crescere e dimostrare quanto vale, nel frattempo però quelli della Generazione Z (i nati dal 1999 in poi) scalpitano. Nel mirino, sulla carta, c’è Tokyo 2020 ma in realtà qualcuno di loro sta già pensando a Glasgow con qualche ambizione di finale o addirittura di podio. Il vantaggio è che di pressioni ne avranno poche (escluso un paio)

Il nome che è sulla bocca di tutti, in campo maschile è quello di Thomas Ceccon, uno dei veri personaggi dei Campionati che si sono appena conclusi. Ha vinto i 100 dorso e i “suoi” 200 misti, sbriciolando record giovanili a grappoli: piace ai puristi, ai tecnici, ai nuotatori amatoriali e agli appassionati per quel suo modo di stare in acqua, dove tutto gli viene naturale, virate, subacquee, bracciate. Quello che altri ci mettono anni ad affinare con ore e ore di duro lavoro lui in buona parte lo ha già. Sulle tribune i commenti andavano da “Sembra nato in acqua” a un forse esagerato (ma fino ad un certo punto) “Sembra Phelps“, a bordo vasca si andava da un rimprovero (quello di Sabbioni dopo i 100 dorso anche piuttosto risentito perché Ceccon non aveva stretto la mano agli avversari dopo averli battuti) a un “Gli serve più umiltà” del capitano azzurro Federico Turrini, a far capire come, a sedici anni, si possa anche far fatica ad inserirsi nel gruppo azzurro, soprattutto quando nella prima esperienza (Copenhagen) non ci si riesce ad esprimere come si sperava. Ceccon può puntare da subito ad un podio europeo? Sì. Ha un allenatore intelligente, Alberto Burlina, ha tempo per crescere mentalmente e capire come gira il mondo e che a volte certi atteggiamenti (che per lui sono naturali) possono essere colti come mancanza di umiltà o addirittura spavalderia (non è detto che non ne possegga una buona dose ma per essere campioni serve anche quello) e parte da un ottima base su cui lavorare nei prossimi tre mesi in una gara dove non ci saranno fenomeni al via.

Da podio, sempre restando nell’ambito dei misti, è Ilaria Cusinato: difficile nascondersi per lei, che ha già al collo un bronzo europeo in vasca corta e si migliora ogni volta che scende in acqua. La “Cusi” (come la chiamano i compagni di squadra, mentre a casa è Iaia) migliora ogni volta che scende in acqua, sembra avere assimilato la “cura Morini” che per altre è stata indigesta, è la prima donna (anche perché unica) a Ostia dove si picchia duro con gli allenamenti, ha come prospettiva di crescere i volumi di allenamento a fine scuola e vorrebbe partecipare a tutte le gare come Katinka Hosszu. Nei 400 misti troverà avversarie di altissimo livello (molto dipende dalle decisioni dell’ungherese e dal programma europeo di Mireia Belmonte) ma ha le carte in regola per essere protagonista per tanto tempo.

Non è anagraficamente giovane come gli altri di cui abbiamo parlato fin qui ma è una novità ad alti livelli Andrea Vergani, 21 anni, velocista e bella rivelazione degli Assoluti (anche se qualche risultato lo aveva ottenuto nella stagione passata). Non passa per essere un lavoratore indefesso e la scelta di puntare tutto sui 50 stile e farfalla conferma questa tesi ma il suo allenatore Gianluca Caspani è convinto di averlo messo sulla buona strada e di poter costruire un atleta in grado di togliersi grandi soddisfazioni anche sui 100 (dove il posto in staffetta, almeno come riserva, potrebbe ancora esserci). Per il momento ha il secondo tempo mondiale stagionale sui 50 stile e punta tutto sulla velocità. Se riuscirà a mettere su anche un po’ più di muscolatura l’Italia potrebbe avere trovato un altro prospetto molto interessante.

Chi è già una certezza, stando sempre sul campo della velocità, è Alessandro Miressi che ancora una volta ha saputo stupire vincendo i 100 stile con un 48″3 che è il quarto tempo all time in Italia. Il ragazzo era piaciuto (seppur con alti e bassi) molto a Budapest, meno a Copenhagen ma la vasca corta, al momento, non è il suo pane. In prospettiva Glasgow, in un panorama europeo che non presenta fenomeni, può giocarsela per il podio e magari trascinare molto in alto la staffetta. Di sicuro per lui qualche pressione ci sarà e anche questa è una novità da imparare a gestire.

Classe 2001 ma già certo del biglietto per la Scozia è anche Federico Burdisso, farfallista lombardo che ha scelto l’Inghilterra (il collage di Mount Kelly) già lo scorso anno per fare un’esperienza di studio. Da un paio di anni domina le gare giovanili, quest’anno ha vinto il titolo dei 200 farfalla assoluti con un tempo che a livello europeo è ancora lontano dai primi (1’57”) ma che nuotato a sedici anni acquista tutto un altro valore. Va a Glasgow per imparare ma è uno che impara in fretta e magari a una finale continentale potrebbe anche fare un pensierino.

Altri arriveranno: D’Innocenzo, Salin, Romei, Razzetti, Fusco, Asprissi, Calloni, Mascolo, Cocconcelli (e tanti altri) saranno al via agli Eurojuniores e potrebbero anche essere (alcuni di loro) aggregati al gruppo azzurro in vista degli Europei per un’esperienza che potrebbe rivelarsi decisiva (basti vedere come sono andate le cose agli Assoluti per i più giovani all’esordio in azzurro a Copenhagen) in vista delle prossime stagioni. L’Italia cambia pelle ed è bello, bellissimo così.

 






One Reply to “Nuoto, Europei Glasgow 2018: Italbaby vista Tokyo. I giovani azzurri già protagonisti agli Europei?”

  1. lorenzo95 ha detto:

    Ceccon: nuota benissimo, sembra un predestinato, continuando ad allenarsi duramente ci darà tante soddisfazioni. Non sembra essere un simpaticone ed ho notato anch’io come dopo la vittoria sia scappato fuori dalla vasca. Magari stando a stretto contatto con i “senatori”, imparerà anche altre cose, oltre a quelle legate all’ambiente natatorio.

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