Sci Alpino, Coppa del Mondo 2018: una stagione rosa per l’Italia. Goggia e Brignone le stelle. Uomini sottotono, con la crisi delle prove tecniche


Le finali di Are hanno messo la parola fine alla Coppa del Mondo di sci alpino. Una stagione che ha lasciato all’Italia tanti grandi risultati, ma anche qualche delusione. Sette mesi che proviamo a rivivere in parole e numeri.

SOFIA GOGGIA – Non c’è dubbio che la bergamasca è l’atleta copertina della stagione azzurra. La prima medaglia d’oro per l’Italia nella discesa femminile alle Olimpiadi e la Coppa del Mondo di discesa dall’ultima di Isolde Kostner datata 2001/2002. Sono questi due trionfi i simboli di una stagione strepitosa per Goggia, salita sul podio per nove volte in totale tra discesa, superG e gigante, con tre vittorie all’attivo tutte in velocità. Quarto posto nella classifica generale ed è un piazzamento che poteva anche essere migliore se non ci fossero state nel corso dell’anno le classiche “goggiate”. Sono, però, questi momenti che forse caratterizzano maggiormente la bergamasca, una sciatrice che non si accontenta mai e che vuole sempre raggiungere il massimo traguardo. Anche per il suo carattere, il suo spirito, il suo modo di fare dentro e fuori la pista è ormai diventata “la faccia” dello sci alpino azzurro, un personaggio che coinvolge ed appassiona, come succedeva solamente ai tempi del grande Alberto Tomba.

TRIPLETTA – Non c’è stagione senza una tripletta azzurra. Dopo aver chiuso quella passata con tre azzurre sul podio in gigante ad Aspen, l’Italia forse ne realizza anche in questa un’altra forse ancora più bella e storica. Nella discesa di Bad Kleinkirchheim il podio è tutto tricolore, con la vittoria di Sofia Goggia davanti alle compagne di squadra Federica Brignone e Nadia Fanchini. Sicuramente uno dei momenti più importanti dell’intera stagione di Coppa del Mondo per l’Italia.

VENTISEI – Sono i podi conquistati in totale dall’Italia. All’attivo ci sono sette vittorie con Sofia Goggia e Federica Brignone che si dividono il ruolo dell’atleta più vincente con tre successi. Della bergamasca si è già parlato sopra, ma è stata una stagione importante anche per la milanese, capace di conquistare la medaglia di bronzo alle Olimpiadi e anche di vincere in tre specialità diverse in questa Coppa del Mondo (gigante, superG e combinata). Brignone che dimostra di essere un’ottima polivalente e che può ambire a piazzamenti importanti nella classifica generale. Il settimo ed ultimo successo è quello di Dominik Paris nella discesa di Bormio, probabilmente l’unico vero acuto di una stagione con davvero poche gioie per il velocista azzurro, che poi vanta un secondo posto a Garmisch. Dalla velocità azzurra ci si aspettava sicuramente  di più e anche la mancata medaglia alle Olimpia ha aumentato la delusione. Peter Fill non ha mai vinto e Christof Innerhofer ha centrato l’unico podio proprio alle finali di Are in superG.

DUE – Una stagione di Coppa del Mondo che ha regalato all’Italia due Coppe del Mondo. La prima quella di discesa vinta da Sofia Goggia dopo un fantastico duello fino all’ultima gara con Lindsey Vonn, alla fine distante solo tre punti dalla nostra portacolori.
La seconda è quella di combinata vinta da Peter Fill, alla sua terza sfera di cristallo consecutiva in carriera dopo le due discesa degli ultimi due anni. Una Coppa vinta con solo due gare disputate in questa stagione, ma con l’azzurro capace di salire sul podio sia a Bormio (secondo) sia a Wengen (terzo). Un risultato che salva una stagione deludente per Fill nella sua amata velocità

ZERO – Sono tre le specialità dove l’Italia non è mai salita sul podio nella Coppa del Mondo 2017/18. Nello slalom femminile la crisi è ormai evidente da anni, con le sole Irene Curtoni e Chiara Costazza che a volte riescono a trovare dei piazzamenti tra le prime dieci. La grande delusione arriva, però, dagli uomini delle discipline tecniche. Uno zero significativo tra gigante e slalom, che conferma i grandi problemi della squadra azzurra in queste due specialità. L’assenza totale di un ricambio generazionale spaventa in vista dei prossimi anni e il solo Alex Vinatzer non può di certo bastare per il futuro. In gigante, salvo qualche piccola eccezione, l’Italia ormai è una vera e propria comparsa rispetto al resto del mondo, mentre in slalom sia Manfred Moelgg sia Stefano Gross non sono mai riusciti ad abbinare nella stessa gara due manche di valore. Una crisi che va risolta al più presto, perchè è vicino il rischio di sprofondare ancora più in basso

RITIRI – Al termine di questa stagione hanno messo la parola fine alla loro carriera Verena Stuffer, Florian Eisath e Manuela Moelgg. Soprattutto quest’ultima dice addio dopo sette mesi che l’hanno vista grande protagonista in gigante, ma la veterana azzurra ha deciso comunque di chiudere alle Finali di Are. Forse ha pesato anche la delusione di quella prima vittoria mai arrivata in Coppa del Mondo, con Manuela che aveva cominciato la stagione con tre terzi posti consecutivi in gigante e davvero sembrava essere l’anno giusto per cancellare quello zero. La grande occasione è arrivata alle Olimpiadi, con l’azzurra in testa dopo la prima manche e che alla fine ha chiuso solo all’ottavo posto. Restano comunque i 14 podi in totale di una grande atleta, che ha dato veramente tanto allo sci azzurro.

FUTURO – La prossima stagione è quella dei Mondiali di Are, ma prima dell’appuntamento svedese c’è comunque una Coppa del Mondo da disputare. Due nomi su tutti e sono sempre gli stessi, Sofia Goggia e Federica Brignone. Le due azzurre hanno dimostrato di essere tra le sciatrici più polivalenti dell’intero circuito e proveranno a lottare per la classifica generale di Coppa del Mondo, sapendo comunque che le avversarie saranno tante e che una Mikaela Shiffrin difficilmente si batte.  Nel prossimo anno ci si aspetta anche la definitiva esplosione di Marta Bassino, talento straordinario che deve effettuare un ulteriore salto di qualità per restare sempre al vertice in particolare in gigante. E’ obbligatoria una reazione dalla velocità maschile dopo sette mesi troppo altalenanti e poi una risalita azzurra nelle prove tecniche. In generale, però, la speranza è di vedere qualche giovane protagonista in Coppa del Mondo nel più breve tempo possibile, perchè il ricambio generazione sia al maschile che al femminile (anche se la situazione è migliore, vedi Nicol Delago) tarda ad arrivare.

 





 

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Foto: Fisi-Pentaphoto

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