Biathlon, Olimpiadi PyeongChang 2018: Laura Dahlmeier per il tris nell’individuale, tante big per il riscatto. Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi ci riprovano


Archiviate le prime due gare nel biathlon femminile si riparte da zero. Domani è in programma la gara individuale che assegnerà il terzo oro di questi Giochi. Non è stata l’Olimpiade dell’Italia, fin qui. Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer hanno avuto le loro chance, soprattutto nella sprint, ma non sono riuscite a sfruttarle, complici situazioni ambientali poco favorevoli. Inutile ripensarci, però: serve ripartire e le azzurre hanno tutte le carte in regola per riprendersi.

Wierer ha pagato a caro prezzo quell’errore di troppo nella sprint, che le ha tolto non solo la possibilità di lottare per il podio ma anche di giocarsi le sue chance nell’inseguimento. Doveva rimontare e ha dovuto forzare, con tutte le conseguenze che ne sono derivate. Poco male, però, perché ora ha l’occasione per rifarsi, senza la pressione di recuperare, ripartendo da zero: solo lei, la sua sciata e il poligono. E ovviamente freddo e vento, compagnia che l’azzurra spera di scrollarsi di dosso il prima possibile. La stessa Dorothea ha già manifestato la sua voglia di gettarsi tutto alle spalle, condizioni estreme comprese, e riscattarsi. L’individuale, poi, è la gara che le ha dato la vittoria a Ruhpolding…
Anche Vittozzi ha buttato via il podio con l’errore all’ultimo bersaglio nella sprint, mentre nell’inseguimento ha dovuto rimontare da subito pagando la fatica alla fine. Come la compagna di squadra, però, anche lei trova nei quattro poligoni la gara ideale, riuscendo a gestirsi bene ed esaltare le proprie doti nelle serie di spari. La sciata è stata buona fin qui; è mancato solo quel guizzo, l’allungo finale per ambire al podio: domani potrebbe essere il giorno giusto. All’individuale, poi, parteciperanno anche Nicole Gontier, che spera di ridurre gli errori al poligono, e Alexia Runggaldier, al debutto in questa Olimpiade.

Ma come si fa a non considerare favorita Laura Dahlmeier? La tedesca ha già fatto la storia fin qui, diventando la prima donna a vincere sia sprint che inseguimento ed ora può andare a caccia del tris: a 24 anni, considerando anche l’ultimo Mondiale di Hochfilzen, ha vinto le ultime cinque gare da medaglia (solo la sprint le sfuggì lo scorso anno). La sua stagione non era cominciata in maniera ideale ma nel momento giusto Laura è salita di livello e per le altre non c’è stato nulla da fare: sugli sci non ha avuto bisogno di spingere a tutta ed ha potuto controllare; al poligono ha avuto una gestione magistrale, vincendo di testa, da campionessa, con un solo errore in sei serie fin qui. Doti che la aiuteranno anche nell’individuale, per entrare definitivamente nella storia.

Saranno in molte a provare a fermarla. In primis Anastasiya Kuzmina, la principale protagonista della stagione. Sugli sci è stata come al solito impressionante, un motorino. Non è bastato, però, perché a differenza della rivale ha peccato troppo al poligono, soprattutto nell’uno contro uno con Dahlmeier. Nell’individuale sarà diverso, perché la slovacca correrà da sola e potrà pertanto provare a gestirsi meglio, soprattutto nelle quattro serie.
Le prime due gare di questa Olimpiade sono state particolari e tante protagoniste hanno reso al di sotto di quanto ci si aspettava. Kaisa Makarainen si presentava a PyeongChang da leader della classifica generale di Coppa del Mondo ma fin qui non è stata competitiva. Nella sprint ha deluso fin dal primo poligono, condizionando inevitabilmente anche l’inseguimento. Difficile pensare ad un problema di condizione; più facile invece che lei, come tante altre, abbia sofferto temperature rigide e vento. Ma potrà rifarsi, già a partire da domani. Discorso valido anche per la bielorussa Darya Domracheva, arrivata in Corea in ottima forma ma naufragata nell’inseguimento.

Sono in tante a poter dire la loro. La francese Justine Braisaz non ha brillato nelle prime due gare, ma nell’individuale può rientrare nella lotta per il podio. La tedesca Denise Herrmann, invece, sembra più adatta al format veloce ma attenzione a sottovalutarla. Anais Bescond è reduce dalla rimonta strepitosa nell’inseguimento, dove è arrivata fino al bronzo, e pertanto è da tenere in considerazione, al pari di tante altre outsider, quali la ceca Veronika Vitkova, che nella stessa gara ha mostrato ottime cose perdendo il podio solo all’ultimo poligono, o la norvegese Marta Holsbu, fin qui sempre competitiva, e la svedese Hanna Oeberg. Una lunga lista di nomi che, in queste condizioni ambientali, rendono questa gare una vera e propria lotteria.

 

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alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: FISI – Serge Schwan

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