Biathlon, Lisa Vittozzi: simbolo di Sappada e delle Alpi Carniche, una predestinata della carabina

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Foto: Nicolò Persico


Lisa Vittozzi è stata tra i protagonisti della squadra azzurra che ha conquistato la medaglia di bronzo nella staffetta mista ai Giochi Olimpici, la seconda dell’edizione di PyeongChang2018 per l’Italia del biathlon. Con Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Dominik Windisch, Lisa ha conquistato la prima medaglia a Cinque Cerchi della propria giovane carriera, alle spalle della Francia di Martin Fourcade e della Norvegia di Boe e Svendsen. A nulla è valso il ricorso della Germania, quarta al traguardo, con il tedesco Arnd Peiffer che ha contestato la condotta di gara di Dominik Windisch, terzo in volata.

Classe 1995, Lisa vive e cresce a Sappada (Belluno, recentemente passata nella provincia di Udine), terra di confine tra Veneto e Friuli ma soprattutto di fondisti del calibro di Pietro Piller Cottler e Silvio Fauner, che come lei fanno parte del Gruppo Sportivo dei Carabinieri, anche se l’azzurra è entrata in un secondo momento dopo l’accorpamento nel 2017 della Forestale. Il fisico che madre natura e soprattutto mamma Nadia le hanno regalato le permette di praticare numerosi sport: arrampicata, calcio, danza e naturalmente il fondo, ma quando alle medie ha dovuto scegliere tra le due specialità non ha avuto dubbi, proseguendo con il biathlon, come ha fatto 15 anni prima il suo idolo, la tedesca Kati Wilhelm, prima fondista e poi biathleta. Si è sempre allenata con lo Sci Club Asd Camosci e Monte Coglians nel centro biathlon di Forni Avoltri, punto di riferimento di Renè Catarinussi, biathleta in grado di conquistare ben 6 medaglie iridate a cavallo tra gli anni 90 e 2000.

Fin dalle categorie giovanili ha saputo ottenere grandissimi risultati: nel 2014 a Obertilliach (Austria) è argento mondiale nella sprint della categoria giovani, l’anno successivo realizza la doppietta iridata sprint-inseguimento nel contesto americano di Presque Isle sempre tra le giovani, pochi giorni dopo il bronzo conquistato a Sochi da Wierer, Hofer e Windisch con Karin Oberhofer. I tecnici azzurri capiscono allora che è una predestinata e a Lisa bastano due presenze in Ibu Cup per essere convocata direttamente in Coppa del Mondo per la stagione 2014/2015, all’inizio del quadriennio che avrebbe portato a PyeongChang. Il salto tra le big non sembra spaventare la sappadina, tra le migliori al poligono in quella stagione, nella quale spara con percentuali prossime al 90% e a Kontiolahti, nei mondiali finlandesi, arriva il primo metallo iridato nella staffetta femminile con Karin Oberhofer, Nicole Gontier e Dorothea Wierer.

Stagione dopo stagione, risultato dopo risultato, Lisa prende consapevolezza e fiducia dei propri mezzi, ma il definitivo salto di qualità avviene ai Mondiali di Hochfilzen (Austria) dello scorso anno, dove è quarta nella sprint, beffata per soli 2 decimi dalla francese Chevalier. Non si da per vinta, sa che quello è solo il punto di partenza e da lì a 2 settimane arriva il primo podio individuale in Coppa del Mondo nell’inseguimento di Kontiolahti.

Determinata e precisa, ma ancora discontinua a livello di prestazioni, la Lisa che inizia la stagione olimpica è invece una biathleta completa che ha terminato il periodo di apprendistato in Coppa del Mondo: ad Oestersund si avvicina al podio sia nella sprint che nell’inseguimento, ma in quest’ultimo format riesce a centrarlo ad Annecy (Francia). Matura e solida, naviga a lungo nella top ten della classifica generale, conquista anche un podio in staffetta a Ruhpolding che verrà ricordato a lungo per la sfida tra Sanfilippo e Dahlmeier.

L’azzurra si presenta alla sua prima rassegna olimpica con grande autorità e convinzione che una medaglia è assolutamente alla sua portata, al pari della compagna Dorothea Wierer, ma l’appuntamento per i metalli più pregiati, almeno a livello individuale, è solo rimandato, nonostante ci sia andata davvero vicino nella sprint, sesta, soprattutto nella mass start dove è quarta al traguardo, autrice di una grandissima rimonta.

Lisa però ha sempre dato il meglio nelle prove a squadre, che sono il modo per lei per la rivincita o per il riscatto sui risultati ottenuti a livello individuale. Oggi ha davvero lanciato al meglio il quartetto azzurro in prima frazione, che ha poi portato al bronzo, confermando il risultato ottenuto a Sochi nel 2014. La rivedremo ancora in gara giovedì nella staffetta femminile, con tanta fame di medaglie e, come dicono dalle alpi Carniche, “Gli occhi della tigre”…

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nicolo.persico@oasport.it

Foto: Nicolò Persico

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3 Replies to “Biathlon, Lisa Vittozzi: simbolo di Sappada e delle Alpi Carniche, una predestinata della carabina”

  1. Nicolò Persico ha detto:

    L’aggregazione del comune di Sappada al Friuli-Venezia Giulia è stata ufficializzata il 16 dicembre 2017. In precedenza era in provincia di Belluno (Veneto), grazie comunque per la precisazione

  2. Goldeneyes ha detto:

    Sappada è in provincia di Udine in Friuli Venezia Giulia!!!

    1. Federico Militello ha detto:

      Grazie per la segnalazione.

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