La FIBS ha deciso: i campionati maggiori di baseball e softball tornano alla denominazione di Serie A1. Obiettivo 10 squadre per il 2018

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Il grande cambiamento tanto invocato dalla Federazione Italiana di Baseball e Softball è giunto. Nell’ultimo Consiglio Federale, la FIBS ha deliberato il cambio di denominazione dei massimi campionati, che torneranno ad avere il nome di Serie A1. Niente più Italian Baseball League e Italian Softball League, progetti sul modello americano delle franchigie, ambiziosi ma mai decollati. Di conseguenza, quella che lo scorso anno era la Serie A di baseball si chiamerà Serie A2.

Un cambiamento che è giunto dopo un braccio di ferro durato diversi mesi, soprattutto nel baseball: da un lato la Federazione, desiderosa di un cambiamento che potesse rilanciare il movimento anche in ottica olimpica (al pari del softball), dall’altro i club dell’oramai defunta IBL, volenterosi di creare una Lega chiusa. Sembra averla spuntata la FIBS, dunque, che ha aggiunto che entrambi i massimi campionati, di baseball e softball, dovranno prevedere 10 squadre al via nel 2018, con l’intenzione di allargare il numero di partecipanti a 12 nel 2019. Via, dunque, ai ripescaggi (solo sette squadre di IBL avevano confermato la partecipazione), secondo i seguenti criteri, comuni ad entrambi i campionati:

1. impianto d’illuminazione;
2. partecipazione negli ultimi 5 anni al campionato per cui è richiesto il ripescaggio (oltre al non avere richiesto il ripescaggio a una serie superiore più di 1 volta negli ultimi 3 anni; non avere subito 2 retrocessioni consecutive; non avere una situazione debitoria nei confronti della FIBS in atto);
3. avere partecipato ai play-off per l’accesso alla serie richiesta;
4. territorialità, con privilegio alle aree con minore diffusione della disciplina;
5. rispetto dei parametri di partecipazione indicati nella CAA della categoria richiesta;
6. maggiore attività giovanile;
7. numero dei tesserati.

Per presentare la domanda di ammissione alla Serie A1 c’è tempo fino al 31 dicembre. Le richieste saranno invece valutate a stretto giro dopo il 2 gennaio 2018.

Il presidente Andrea Marcon, poi, ha sottolineato con soddisfazione gli ottimi risultati ottenuti in relazione al piano di rientro del debito di bilancio nei confronti del CONI, raggiunto senza deprimere, ma anzi aumentando l’attività sportiva. “Abbiamo in pratica chiuso tutte le pendenze del 2017 senza avere utilizzato l’ultima parte del contributo del CONI” – ha affermato il massimo dirigente federale – “il che ci consente di potere contare su di una liquidità di tutto rispetto con cui iniziare con serenità e fiducia un 2018 che si annuncia particolarmente impegnativo.”

 





 

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Foto: pagina Facebook Collecchio

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