Sci alpino, Gigante Killington 2017: Rebensburg guida la prima manche, 3a una superba Manuela Moelgg

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Manuela Moelgg si conferma la miglior gigantista azzurra in questo avvio di stagione della Coppa del Mondo di sci alpino. La 34enne altoatesina, già sul podio nell’apertura stagionale a Soelden, è terza al termine della prima manche a Killington (Stati Uniti d’America), malgrado sia scesa con un pettorale più alto rispetto alle avversarie (il n.15, la pista era già piuttosto segnata).

Fluida e dinamica, la portacolori del Bel Paese si trovava addirittura in vantaggio al primo intermedio. Sul muro ha stretto i denti, finendo lunga in un paio di circostanze, ma senza mai arrestare un’andatura veloce e redditizia. Moelgg ha chiuso con il crono di 58″96, preceduta solo da due mostri sacri come la tedesca Viktoria Rebensburg (58″39) e l’americana Mikaela Shiffrin (58″65).

La portacolori del Bel Paese, in piena corsa per il podio, dovrà guardarsi le spalle da Stephanie Brunner, quarta a 0.65 dalla vetta: l’austriaca, per la qualità della sciata ed un rendimento sempre più costante, non può più essere considerata una sorpresa.

“Solo” quinta la campionessa del mondo francese Tessa Worley. troppo prudente sul muro e lontana 75 centesimi dalla grande rivale Rebensburg: la transalpina, in ogni caso, ha già dimostrato in passato di poter compiere grandi rimonte.

Dalla sesta all’ottava posizione troviamo nell’ordine Federica Brignone (+0.79), Marta Bassino (+1.18) e Sofia Goggia (+1.30): per loro stati d’animo completamente differenti. Va sicuramente applaudita la prestazione della Brignone, alla prima gara stagionale e con pochi giorni di preparazione effettuati a causa della pubalgia che l’ha zavorrata negli ultimi due mesi. La milanese non ha perso smalto e la condizione non potrà che crescere, magari arrivando all’apice da gennaio in poi. Non ha brillato, invece, Bassino, troppo attaccata agli spigoli e con la tendenza a tagliare in ingresso di curva. Goggia, infine, contrariamente al solito ha approcciato la gara con una tattica troppo conservativa, liberando i cavalli solo nel finale. Ricordiamo che la bergamasca viene da un piccolo stop dopo la caduta nel gigante di Soelden, dunque anche in questo caso, giocoforza, la forma non può ancora essere ottimale. Qualificata per la seconda manche anche Irene Curtoni (12ma), in ripresa dopo i problemi alla schiena delle ultime settimane.

federico.militello@oasport.it

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Foto: Pier Colombo

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