MotoGP, Mondiale 2018: sarà l’anno del riscatto per Jorge Lorenzo? Andrea Dovizioso lo ha fortemente ridimensionato

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Era il 18 aprile 2016. Jorge Lorenzo, ancora in Yamaha, ufficializzava il suo (non certo a buon mercato) trasferimento in Ducati. Una notizia che scosse il Motomondiale e che segnava un vero e proprio punto di svolta. Il campione del mondo in carica, infatti, salutava la casa di Iwata dopo ben nove anni in MotoGP e sceglieva di intraprendere la grande sfida con la scuderia di Borgo Panigale.

Saltiamo ora al 15 novembre 2016. Esattamente dodici mesi fa. Jorge Lorenzo sale per la prima volta sulla sua nuova moto. Inforca la Desmosedici durante i Test di fine campionato a Valencia e compie i primi chilometri. Il pilota maiorchino capisce subito che il passaggio da Yamaha a Ducati non sarà di semplice metabolizzazione, ma i primi riscontri non sono certo da buttare.

Fast forward. Torniamo ai giorni nostri. 16 novembre 2017. Sono trascorsi 366 giorni da quando Jorge Lorenzo ha fatto la conoscenza della moto bolognese e 235 dalle prime prove libere del GP del Qatar. In questo lasso di tempo ogni previsione è stata disattesa ed ogni illusione è svanita in maniera letteralmente fragorosa.

Il pilota spagnolo, che aveva sempre vinto almeno un Gran Premio negli ultimi 11 anni della sua carrriera, chiude il suo primo campionato in Ducati con un bilancio davvero terribile: zero vittorie su 18 gare, miglior risultato un secondo posto a Sepang per un totale di tre podi complessivi. Un dato che stride con ben sei piazzamenti oltre il nono posto (con due ritiri tra Argentina e Misano). Un bottino che parla di settimo posto nella classifica generale finale con 137 punti (media 7,6) appena 13 lunghezze sopra Danilo Petrucci (Ducati Pramac).

Già di per sé questi numeri potrebbero essere abbastanza per guastare l’umore del tre volte campione del mondo della classe regina. Il tutto peggiora se confrontato al suo dirimpettaio di box, il compagno Andrea Dovizioso che, invece, ha lottato per il titolo (clicca qui per analisi) contro Marc Marquez fino all’ultima gara. Il romagnolo, per esempio, ha conquistato 261 punti (grazie a 6 successi) per un divario di ben 124 lunghezze. Un passivo che non ha una spiegazione, soprattutto se rapportata agli stipendi dei due ducatisti: 12,5 milioni di euro per Lorenzo, “appena” 3 per Dovizioso.

Chi guadagna oltre 4 volte in più del rispettivo compagno non può subire una lezione simile. Questa situazione per il maiorchino deve assomigliare molto al sale gettato su una ferita. La sua chiara intenzione è di rimettersi subito in carreggiata, tornare a lottare per il Mondiale e “suonarle” sportivamente a Dovizioso. Anche perché la Ducati aveva puntato tutto su di lui. Il campione che doveva trascinare la scuderia italiana al titolo. Al momento gli obiettivi sono assolutamente andati a rotoli. Come se non bastasse le due ultime uscite rischiano di avere incrinato anche i rapporti tra i due piloti. Il non aver obbedito all’ordine di scuderia a Valencia e l’essersi fatto sorpassare solo per un errore a Sepang, hanno fatto capire, tra le righe, che allo spagnolo non andava proprio giù di aiutare il compagno (clicca qui per analisi).

Giusto? Sbagliato? Difficile da capire, quello sì. Mettendosi nei suoi panni, tuttavia, forse la situazione si schiarisce leggermente. Dopo che vieni ingaggiato per far puntare in alto la Ducati, con uno stipendio faraonico, vedi il tuo vicino di box che rischia di vincere il titolo, dopo averti umiliato lungo tutto il corso dell’anno. L’idea di dargli una mano, evidentemente, non dev’essere facile da concepire. Ma, a questo punto, siamo giunti al punto di non ritorno. Lorenzo dovrà svegliarsi, eccome, in vista del 2018. Un anno che non potrà essere minimamente vicino a quello appena concluso.

Il maiorchino dovrà iniziare a digerire la Desmosedici e cercare di avvicinarla al suo stile di guida. Questo è il suo primo obiettivo in vista della nuova stagione, altrimenti le cose si complicheranno sin da subito. Non sarà semplice, comunque, rivederlo sin dalle prime gare in bagarre per la vittoria, né tantomeno pensarlo in lizza per il titolo. Servirà il miglior Lorenzo e servirà in fretta. In caso contrario la crisi rischierebbe di divenire irreversibile e confermerebbe di avere completamente sbagliato la sfida da intraprendere. Ben pagata, sia chiaro, ma che rischia di rovinare la sua carriera.

 





 

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alessandro.passanti@oasport.it

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