I videogiochi alle Olimpiadi? Sudcoreani maestri degli eSports

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Manca ancora molto affinché ciò avvenga, ma di recente il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha aperto le porte al riconoscimento dei videogiochi (o meglio, degli sport elettronici o eSports) come disciplina sportiva al pari di quelle “tradizionali”. Sebbene alcune caratteristiche sarebbero effettivamente tali da sostenere questo punto di vista, restano ancora molti i nodi da sciogliere prima di vedere i videogiochi all’interno del programma a cinque cerchi.

I punti in comune tra gli sport olimpici e gli eSports non sono evidenti ai non addetti ai lavori, ma esistono. Negli sport elettronici esiste già il professionismo e vi sono allenamenti lunghi ed estenuanti (in alcuni casi addirittura di sedici ore al giorno), così come sono presenti gli infortuni, soprattutto delle articolazioni delle mani (provate voi ad usare la tastiera del vostro computer per ore ed ore a grande velocità). Inoltre, le rassegne internazionali degli eSports attirano oramai migliaia di spettatori e milioni di telespettatori online.

Uno di nodi da sciogliere, riguarda invece i videogiochi che potrebbero entrare nell’eventuale programma olimpico. I favoriti dovrebbero essere i giochi MOBA (acronimo di Multiplayer Online Battle Arena), che permettono a numerosi giocatori di sfidarsi in contemporanea online, e che oramai sono decisamente i più praticati. Su tutti, il più popolare resta League of Legends, la cui rassegna iridata si è conclusa proprio ieri: allo stadio Olimpico di Pechino, rigorosamente pienissimo, i tre volte campioni mondiali del team SKT T1 hanno ceduto contro il team Samsung Galaxy (3-0), in un derby tra squadre sudcoreane.

Proprio la Corea del Sud è il Paese che più ha puntato su queste discipline, vincendo numerosi titoli in diversi videogiochi, dominando anche il panorama mondiale in altri giochi come Overwatch (altro titolo assegnato di recente con un 4-1 sul Canada) Starcraft. Non tutti gli eSports sono però dominati dai sudcoreani: gli Stati Uniti comandano in Call of Duty, l’Ucraina in Hearthstone, i Paesi Bassi in Dota 2, mentre l’inglese Spencer Ealing è il campione del mondo di FIFA 2017. Attenzione poi al nuovo fenomeno PUBGPlayerUnknown’s Battlegrounds è un videogioco nato quest’anno che sta già attirando milioni di gamers in tutto il mondo.

Da notare, infine, che già nel 2016 a Rio de Janeiro si sono tenuti gli eGames, le Olimpiadi dei videogiochi, in contemporanea con la rassegna a cinque cerchi: a vincere è stato il canadese Elliot Bastien ‘Ally’ Carroza-Oyarce nella competizione del videogioco Super Smash Bros. for Wii U.

giulio.chinappi@oasport.it





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Immagine: IJF

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One Reply to “I videogiochi alle Olimpiadi? Sudcoreani maestri degli eSports”

  1. Gabriele Dente ha detto:

    Ma non ci facciano ridere!

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