Calcio, la coperta corta del Napoli. Rosa ristretta, mercato low-cost. Il Bel gioco di Sarri rischia di non bastare per lo Scudetto. E la Champions è ormai lontana…

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3 punti in 4 partite di Champions League e l’obiettivo ottavi di finale che si allontana per il Napoli di Maurizio Sarri. A due partite dalla chiusura della fase a gironi, ai partenopei serviranno due vittorie contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk e gli olandesi del Feyenoord sperando che nell’ultimo incontro il Manchester City già qualificato, dopo il successo contro gli azzurri al San Paolo (4-2), vada a vincere alla Donbass Arena in Ucraina.

Una situazione compromessa frutto di tre sconfitte in 4 incontri e di alcune problematiche che i due match contro i Citizens hanno messo in evidenza. Nella sfida di ieri sera, infatti, l’infortunio occorso al terzino sinistro Faouzi Ghoulam ha scombussolato a dir poco i piani della compagine napoletana. L’ingresso di Christian Maggio e lo spostamento sulla fascia opposta di Elseid Hysaj ha ribaltato un incontro che, nei primi 30′, era condotto con autorevolezza dai padroni di casa, trascinati da un Lorenzo Insigne sontuoso.

Ci si chiede: una rosa con poche alternative all’altezza dei titolari ha inciso? Sembrerebbe di si. Se infatti, al momento, il non aver cambiato praticamente nulla rispetto alla scorsa stagione si è rivelato un vantaggio in campionato, alla lunga questo potrebbe incidere nella gestione delle energie. L’infortunio del fluidificante algerino e quello di Arkadiusz Milik, attaccante polacco, di alcune settimane fa sono pesanti e hanno costretto e costringeranno alcuni calciatori agli straordinari. Per un club impegnato su tre fronti questo è davvero un problema.

Forse, dietro le lamentele di Sarri, relativamente ad una gestione del calendario non corretta della Lega Calcio nei confronti della propria squadra, si nasconde altro: l’evidenza di disporre di un gruppo numericamente non all’altezza della situazione e gli arrivi estivi di Mario Rui dalla Roma e di Adam Ounas dal Bordeaux non sono certo sufficienti, senza dimenticare Roberto Inglese lasciato però in prestito per un anno al Chievo di Rolando Maran.

Una problematica che potrebbe riverberarsi anche nella massima serie italiana. E’ vero, i partenopei sono avanti a tutti con 31 punti (frutto di 10 vittorie ed un pareggio) ma se, ad esempio, a Dries Mertens dovesse venire un raffreddore chi potrà giocare nel ruolo di punta centrale nel tridente “sarriano”? Al cospetto di squadre come Juventus ed Inter, questo limite potrebbe costar caro.

I bianconeri, ancora poco brillanti sotto il profilo del gioco, hanno un roster molto più completo ed abituato a gestire con maggior facilità il susseguirsi degli incontri in rapida successione. La banda di Luciano Spalletti, avendo solo impegni nel contesto nazionale, può preparare le partite settimanalmente ed avere un chiaro vantaggio. Tutti temi che il mister partenopeo conosce perfettamente.

I complimenti di Pep Guardiola, allenatore del City, gratificano però sono i risultati a fare la differenza e viste le criticità emerse il percorso del Napoli si fa decisamente in salita.

 





 

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giandomenico.tiseo@oasport.it

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