Beach volley, World Tour 2018, Sydney. Galli/Monduzzi e Abbiati/Andreatta: quando la passione vince su tutto

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Matteo Galli, Emanuele Monduzzi, Tiziano Andreatta e Andrea Abbiati: quando la passione vince su tutto.
Alzi la mano chi sarebbe disposto ad organizzare un viaggio in Australia a proprie spese per alimentare la propria passione. Questi quattro atleti lo hanno fatto e poco importa se mentre esce questo articolo hanno vinto o perso nel primo turno di qualificazione dell’ultimo torneo del World Tour a Sydney.

Sono partiti in quattro dall’Italia per rappresentare i colori azzurri in un torneo importante ed essere (magari inconsapevolmente) da esempio a tutti gli atleti che nella prossima stagione, zeppa di appuntamenti internazionali, alcuni dei quali con spazio anche per chi non ha incamerato finora punti nella classifica mondiale, volesse tentare l’avventura fuori dai confini italici.

Non per forza si deve andare in Australia, ci sono tornei anche meno lontani da affrontare ma la passione deve vincere su tutto, perché non è detto che ci sia un ritorno immediato, sia dal punto di vista tecnico che economico. Di sicuro per un beacher che ha voglia di crescere a livello nazionale (Abbiati/Andreatta fanno sicuramente parte di questa categoria, arrivando da una stagione di grandi risultati sul sabbia italiana), qualche esperienza di World Tour non può fare che bene.

Investire su se stessi e magari prendersi la soddisfazione di affrontare qualche coppia di spessore, giocando alla pari con atleti che sono protagonisti a livello assoluto, a volte prendere qualche sonora bastonata ma trarre comunque qualche insegnamento. I primi passi nel World Tour sono questi e c’è chi, come il veterano Emanuele Monduzzi, non ne riesce a fare a meno anche se l’età avanza e il fisico non sempre ti supporta o come Matteo Galli che rinuncia a qualche giorno con le sue squadre per alimentare una passione che non lo abbandonerà mai.

Quella passione che spinge quattro atleti straordinari a rappresentare l’Italia, adesso, dall’altra parte del mondo. Hanno perso, hanno vinto? Poco importa. In questo caso si vince a prescindere, nella speranza che questa possa essere la prima “vittoria” di una lunga serie.

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