Andrea Dovizioso e Franco Morbidelli, l’Italia sogna i Mondiali! In MotoGP caccia a Marquez, in Moto2 l’azzurro al comando. Non si vince dal 2009…

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L’Italia non vince un Motomondiale dal 2009: sono addirittura passati otto anni dal trionfo di Valentino Rossi in sella alla Yamaha ma mai come questa volta il Bel Paese può sognare in grande. Mancano soltanto tre gare al termine della stagione e i nostri centauri sono in piena corsa sia in Moto2 che in MotoGP.

Nelle prossime due settimane si deciderà moltissimo tra Australia e Malesia prima del gran finale a Valencia ma le sensazioni emerse dal GP del Giappone sono estremamente positive e confortanti: il responso è chiaro, possiamo davvero sognare in grande. L’impresa mitologica confeziona da Andrea Dovizioso, capace di sorpassare Marc Marquez nella parte finale dell’ultimo giro dopo una battaglia campale sotto il diluvio, è degna di un posto fisso nella storia dei motori e ha nuovamente ribadito la classe del forlivese che con la sua Ducati ha conquistato il quinto successo stagionale e ora è a soli 11 punti dallo spagnolo in classifica generale: è un gap assolutamente colmabile, si temeva che il pilota della Honda potesse chiudere i conti a Motegi e invece ha subito una nuova scoppola dal Dovi, molto simile a quella del GP d’Austria in piena estate. La personalità di Andrea è esplosa e ora sta facendo davvero sognare una Nazione intera anche se paradossalmente sembra non essere così amato in Patria, non riesce ancora a bucare lo schermo e a fare breccia nel cuore dei tifosi che sembrano avere attenzioni solo per Valentino Rossi.

Prima del numero confezionato oggi sul tracciato in pochi credevano fermamente nel ducatista, c’era la sensazione che Marquez avesse messo la freccia e risultasse imprendibile per tutti i rivali e invece l’acqua del Sol Levante ha rigenerato Dovizioso: si può davvero fare, l’impresa è possibile nella miglior stagione della carriera. Prima di oggi le speranze di interrompere il digiuno che perdura dal 2009 erano soprattutto affidate a Franco Morbidelli nella Moto2 visto che il romano aveva un buon vantaggio sul più immediato inseguitore. Oggi in pista il romano ha guadagnato 3 punti su Thomas Luthi ma poche ore dopo ne ha persi 5 perché allo svizzero è stato consegnato il successo nel GP di Misano (squalificato Dominique Aegerter, l’elvetico sale così in prima posizione nella gara in cui Fenati era volato a terra). Ora Franco ha 19 lunghezze di margine, un buon vantaggio ma bisogna tenere aperti gli occhi se davvero si vuole fare festa in Spagna.

C’è da soffrire ma l’Italia è pienamente in gioco e vuole l’iride a tutti i costi, senza se e senza ma. Si lotta fino alla fine, bisogna credere nell’impresa, i nostri campioni ce la possono davvero fare.





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One Reply to “Andrea Dovizioso e Franco Morbidelli, l’Italia sogna i Mondiali! In MotoGP caccia a Marquez, in Moto2 l’azzurro al comando. Non si vince dal 2009…”

  1. Luca46 ha detto:

    Morbidelli penso che non abbia grossi problemi a vincere il mondiale. Ha dimostrato di essere il più forte dovrà solo fare attenzione perchè Luthi è molto concreto.
    Dovizioso invece ce l’ha molto dura. Marquez è veramente difficile da battere. La Honda spesso tira fuori qualche asso nella manica. Spero però che Dall’Igna (che ritengo straordinario) possa rispondere in qualche modo.
    Sarebbe qualcosa di fantasmagorico se Dovizioso riuscisse a vincere il mondiale. Oggi è stato immenso. Tra l’altro l’ultimo sorpasso su Marquez è stato di una classe superba. Spero che la Ducati giochi un po’ più sporco nelle prossime gare. Marquez nei sorpassi non si fa pregare con entrate spesso dure al limite del regolamento come in precedenza hanno fatto anche Rossi, Capirossi e tanti altri. Dovizioso oggi è stato di una classe e una correttezza immensa e di una pulizia straordinaria.
    E’ difficile trovare un pilota che infiammi come Rossi. In primo luogo perchè Valentino ha portato una botta di freschezza e di innovazione nel motomondiale. E’ stato un istrione ma soprattutto ha vinto di tutto e di più. Bisogna tornare ad Agostini per paragonare un pilota a Rossi.

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