Ciclismo, Mondiali Bergen 2017: gli azzurri ai raggi X. Trentin il faro, Moscon il jolly


Nove compagni, un unico obiettivo. Riportare il Mondiale in Italia 9 anni dopo il successo di Alessandro Ballan a Varese nel 2008. Andiamo a conoscere i portacolori azzurri per la prova in linea dei Mondiali 2017 di ciclismo in corso di svolgimento a Bergen.

BENNATI Daniele: l’uomo di esperienza all’interno del team. Da velocista si è trasformato in uomo squadra, capace di pilotare i capitani e gestire le situazioni tattiche in corsa. Avrà il ruolo di regista, probabilmente, ma non va escluso anche un suo utilizzo nel treno in caso di volata.

BETTIOL Alberto: corridore forte e duttile, capace di attaccare e con un buono spunto in volata. È all’esordio Mondiale tra i professionisti e in carriera non ha mai vinto, ma il suo ruolo tattico in un attacco dalla media distanza potrebbe essere fondamentale.

COLBRELLI Sonny: verosimilmente sarà la seconda punta italiana. Viene da ottime prestazioni nelle ultime gare disputate ed è reduce dalla prima stagione nel World Tour. Non vince tanto ma ha qualità: non teme la salita di Bergen e in volata potrebbe essere il più forte in un gruppo ristretto. Nel 2014 aveva chiuso in tredicesima posizione il Mondiale al termine di un’ottima prova.

DE MARCHI Alessandro: di indole è un attaccante, ma potrebbe anche svolgere il lavoro sporco. Il CT Cassani, però, ha dichiarato che l’Italia non tirerà in testa al gruppo. Possibile, allora, che vada addirittura in fuga per costringere le altre squadre a muoversi. È un pedalatore eccellente.

MOSCON Gianni: si parla tanto di lui e i risultati giustificano l’entusiasmo. Quinto alla Parigi-Roubaix nonostante abbia solo 22 anni, protagonista assoluto della Vuelta. Un jolly da giocare nelle ultime due tornate quando la sua forza, la sua resistenza e il suo talento potrebbero fare la differenza. Per ora ha vinto poco, ma al momento sembra essere presente e futuro del ciclismo italiano. Parteciperà anche alla crono ma è difficile prevederne il rendimento anche se il percorso potrebbe essere adatto.

PUCCIO Salvatore: uomo di fatica, ma ruolo difficile da inquadrare. Sa stare in testa al gruppo, sa proteggere i capitani (ma non può farlo con tutti) e potrebbe anche essere una pedina del treno in caso di sprint, oppure fare il forcing prima di un attacco. Versatile in supporto ai compagni.

TRENTIN Matteo: nell’ultimo mese ha fatto fuoco e fiamme. L’ultimo successo, dopo che alla Vuelta a España ha alzato le mani al cielo quattro volte, è arrivato alla Primus Classic: in solitaria, come i grandi. Un velocista (molto) atipico che non teme le salite e le condizioni di gara impegnative. Probabilmente l’Italia correrà sopratutto per lui, è forse al primo vero bivio della carriera, considerando anche che l’anno prossimo cambierà squadra.

ULISSI Diego: ha conquistato il posto vincendo a Montréal, con un finale d’eccezione. Ancora da verificare su una gara lunga e dura, che salvo qualche exploit è sempre sembrato essere il suo punto debole. Per il resto, in salita può far bene e per le doti da scalatore ha uno spunto in volata difficilmente pareggiabile dagli avversari diretti. Anche lui sarà chiamato ad attaccare, probabilmente, per portare via un gruppetto nel finale.

VIVIANI Elia: Cassani ha scelto di tutelarsi in caso di sprint e il veronese gli ha facilitato la scelta tra le ruote veloci con un mese di agosto straordinario. Nelle ultime uscite è sembrato avere meno smalto, ma un maniaco come lui potrebbe anche aver scelto di non esagerare proprio in vista della prova iridata. Da oro olimpico nell’Omnium, la doppietta con il Mondiale su strada sarebbe storica. Lo vedremo solo negli ultimi metri, se si arriverà allo sprint.

 




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Foto: © Unipublic/Photogomez Sport

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