Basket, Europei 2017: Belinelli e Datome trascinano l’Italia, Ucraina al tappeto. Ottavi di finale vicini

Secondo test superato a pieni voti per l’Italia agli Europei di basket. Dopo la brillante vittoria contro Israele nella prima uscita, gli azzurri hanno vinto anche il secondo impegno, contro l’Ucraina. Certo, si trattava dell’avversaria più debole del girone, però proprio questo rendeva la partita più difficile di quanto si potesse pensare, specie dal punto di vista psicologico. La squadra di Ettore Messina era chiamata a confermare le ottime cose mostrate all’esordio, conferme arrivate sia in attacco che in difesa, così come nella gestione mentale dei quaranta minuti. Un buon viatico in vista della partita più importante della prima fase, domani contro la Lituania.

In una partita del genere diventava ancor più fondamentale l’impatto. Gli azzurri cominciano con aggressività in difesa, mentre in attacco segnano poco ma costruiscono buoni tiri. L’Ucraina si affida soprattutto al gioco a centro area e Cusin ha il suo bel da fare per contenere Kravtsov. Sette punti consecutivi di Belinelli ci tengono avanti (11-10), ma ben presto l’Italia palesa alcune difficoltà, specie con le seconde unità: Biligha e Baldi Rossi faticano a contenere il pick and roll ucraino, lasciando praterie sotto il ferro. Gli errori in difesa tolgono ritmo e lucidità all’attacco e l’Ucraina ne approfitta volando in transizione. L’Italia riesce comunque a tenersi in partita, con cinque punti di Aradori ed una tripla di Filloy (12 punti), in uscita dalla panchina (19-16 a fine primo quarto). Messina prova a giocarsi il doppio centro con Biligha e Burns, che però non riescono ad opporre il proprio corpo contro Kravtsov e Pustovyi, che volano più volte sopra il ferro. È una partita da vincere dal punto di vista mentale, con pazienza. Basta un timeout di Messina per svegliare l’Italia, che torna ad attaccare con lucidità. L’esecutore e trascinatore si chiama Marco Belinelli: 21 punti all’intervallo con 5/7 da tre. Le sue quattro triple in chiusura di primo tempo portano l’Italia al riposo lungo con un margine di dieci punti (43-33), vantaggio che poteva essere maggiore se non fosse stato per il 7/15 ai liberi.

La pausa raffredda un po’ gli animi degli azzurri, che al ritorno perdono brillantezza in attacco. L’eccellente lavoro in difesa, però, consente all’Italia di mantenere il suo vantaggio, che si allarga quando Datome interrompe la siccità offensiva con cinque punti consecutivi (50-37). Fiducia è la parola chiave e Messina rimette quindi Baldi Rossi e Burns, con il chiaro intento di aumentarne la confidenza: il primo risponde presente con una tripla, il secondo con la solita energia a rimbalzo (59-48). Nel quarto periodo sembra tornare la solita Italia, quella che esce dalla partita una volta che il risultato è stato acquisito. L’Ucraina si avvicina fino al -4 (62-58), poi gli azzurri riaccelerano con le triple di Datome (12 con 3/4 da tre), Aradori (13 punti) e di uno straordinario Belinelli, che chiude con 26 punti. Il 78-66 finale certifica la seconda vittoria dell’Italia.

L’Europeo è lungo, lunghissimo. L’Italia ha fatto il suo dovere, arrivando allo scontro con la Lituania con due vittorie su due. I segnali, però, sono stati davvero importanti, dopo le difficoltà della preparazione. Gli azzurri hanno giocato da squadra: in difesa aggressività ed applicazione, in attacco lucidità e concentrazione. La vittoria di oggi è stato un bel test, superato sotto diversi punti di vista. Era una partita complicata dal punto di vista psicologico e l’Italia è stata brava nell’approccio e nella gestione, specie dopo il passaggio a vuoto del quarto periodo, importante per saggiare la mentalità del gruppo. Fondamentale, poi, il contributo della panchina, con Aradori e Filloy su tutti. C’è ancora qualcosa da limare (11/21 ai liberi e 13 palle perse) ma lo spirito, l’impegno e l’applicazione ci sono. Un bel carico di fiducia per domani, quando gli azzurri affronteranno l’esame più importante fin qui, contro la Lituania, un impegno che dirà molto sul percorso dell’Italia, anche in termini di classifica.

 

 

 




 

alessandro.tarallo@oasport.it

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Foto: Ciamillo Archivio FIP

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