Tour de France 2017: Bauke Mollema festeggia, Diego Ulissi è secondo! Chris Froome salva la maglia gialla

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Una giornata passata indenne, nonostante un problema meccanico nel punto più delicato della frazione. Chris Froome può essere soddisfatto per come si è risolta la quindicesima tappa del Tour de France 2017, con un sostanziale nulla di fatto tra i big nei 189 chilometri insidiosi tra Laissac-Sévérac l’Église – Le Puy-en-Velay. Bauke Mollema, invece, ha colto il successo di tappa andando in fuga sin dalla prima ora e attaccando in solitaria nel finale. Bene Diego Ulissi, secondo regolando in volata il gruppetto degli inseguitori.

Scossoni importanti già nella prima fase di gara, prima di una lunga attesa per l’ultima salita. Nel primo tratto in pianura si è avvantaggiata una prima fuga, ma quando è iniziato il Montée de Naves d’Aubrac la Trek-Segafredo di Alberto Contador ha chiuso su questo tentativo e addirittura lo stesso Pistolero è uscito dal gruppo per un breve periodo, prima di essere riassorbito. Da questa situazione si sono avvantaggiati in 28: Jan Bakelants (AG2R-La Mondiale), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Damiano Caruso, Alessandro De Marchi, Amaël Moinard e Nicolas Roche (BMC), Kristjian Durasek e Diego Ulissi (UAE), Thibaut Pinot (FDJ), Tony Martin, Robert Kiserlovski e Maurits Lammertink (Katusha), Tiejs Benoot, Thomas De Gendt e Tony Gallopin (Lotto-Soudal), Warren Barguil, Michael Matthews e Simon Geschke (Sunweb), Luis Angel Maté, Dani Navarro (Cofidis), Primoz Roglic (LottoNL-Jumbo), Lilian Calmejane e Romain Sicard (Direct Energie), Romain Hardy e Pierre-Luc Périchon (Fortuneo-Oscaro), Serge Pauwels (Dimension Data), Tsgabu Grmay (Bahrain-Merida) e Dylan van Baarle (Cannondale-Drapac).

Alle loro spalle il Team Sky si è ricompattato, impostando un ritmo piuttosto blando che in breve ha concesso alla fuga un margine sui 7′. Matthews, ovviamente, è transitato in prima posizione allo sprint intermedio per provare a raccimolare punti per la maglia verde (sempre saldamente sulle spalle di Marcel Kittel). Ad una sessantina di chilometri dal traguardo, davanti, ha rotto gli indugi Tony Martin: il tedesco ha semplicemente accelerato e ha guadagnato in breve tempo un minuto di vantaggio sui compagni di fuga, che hanno imbastito un inseguimento infruttuoso, considerando che hanno attaccato la salita del Col de Peyra Taillade con un minuto e mezzo di ritardo.

Nel contempo, l’AG2R a circa 9′ di distacco da Martin ha provato a sorprendere Chris Froome in una fase di discesa: il britannico inizialmente si è fatto trovare indietro e in un secondo troncone del gruppo ma questa fase è durata solo pochi istanti, con il Team Sky che ha chiuso il buco riportando davanti la maglia gialla. Subito dopo, però, Froome si è staccato ancora a causa di una foratura alla ruota posteriore: in questo caso la squadra di Romain Bardet non ha atteso e ha alzato ancora il ritmo con Naesen.

Il britannico è stato aspettato da due compagni di squadra, ma con un ritardo di circa 45” dal gruppo degli altri uomini di classifica, da cui si è staccato quasi subito Nairo Quintana (Movistar), ripreso e superato di slancio dal trenino di Froome. In particolare Nieve ha svolto un ottimo lavoro e pur contro tutta l’AG2R schierata davanti a Bardet è riuscito a riportare Froome ad un centinaio di metri dai migliori: solo a quel punto si è rialzato Mikel Landa, che ha fatto l’ultimo sforzo per far rientrare il leader della classifica. Una volta completata questa delicata manovra ha provato ad attaccare Bardet (AG2R), seguito subito da Rigoberto Uran (Cannondale-Drapac) e poi dagli altri uomini di classifica, compreso Fabio Aru (Astana) e lo stesso Froome, in progressione. Dopo questo scatto, però, questi atleti si sono accontentati di arrivare tutti in assieme in vetta, comunque a quasi 7 minuti dalla testa della corsa.

Tornando a quanto successo davanti, Tony Martin ha faticato in salita ed è stato ripreso dagli inseguitori. Barguil e Pauwels sono stati i più brillanti, ma in vista dello scollinamento si sono aggiunti anche Mollema, Caruso, Ulissi, Pinot, Benoot, Gallopin, e Roglic. L’olandese Mollema ha attaccato quasi subito, prendendo un margine dapprima risicato, ma poi sempre più importante sugli altri attaccanti, sui quali sono rientrati altri atleti. La discesa finale è stata inframezzata anche da uno strappo, la Côte de Saint-Vidal. Su questi 2 chilometri Barguil e Roglic si sono lanciati all’inseguimento di Mollema, raggiunti poi appena dopo la vetta da un ottimo Diego Ulissi e da Gallopin, staccati di una ventina di secondi. Sullo stesso quarta categoria è successo poco in gruppo, con il solo Adam Yates (Orica-Scott) che ha allungato salvo venire stoppato nel giro di un paio di pedalate da Mikel Landa, brillantissimo. Sempre coperto Fabio Aru, che nell’occasione odierna si è limitato a rimanere nella pancia del gruppetto buono.

Per Mollema gli ultimi 13 chilometri (ovvero dallo scollinamento) sono stati un calvario, ma con un ritmo alto e regolare è riuscito a respingere gli inseguitori, che in qualche occasione, probabilmente, si sono guardati troppo lasciando all’olandese la possibilità di centrare il secondo successo del 2017 dopo la classifica finale della Vuelta a San Juan di inizio stagione. In volata Ulissi ha conquistato la seconda posizione, battendo Gallopin, Roglic e Barguil, che ha chiuso quinto.

Daniel Martin (QuickStep-Floors) è stato il primo tra gli uomini di classifica a tagliare il traguardo dopo un attacco nel finale, riuscendo a rosicchiare 14” agli altri uomini di classifica, arrivati tutti assieme con la già citata eccezione di Nairo Quintana.

Foto: Pier Colombo

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