Pallanuoto femminile, Mondiali 2017: il girone del Setterosa ai raggi X. Canada, Brasile e Cina alla portata dell’Italia ma guai ad abbassare la guardia

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Nel girone preliminare dei prossimi Mondiali di Budapest, la Nazionale italiana di pallanuoto femminile dovrà affrontare, nell’ordine, Canada (domenica 16 luglio), Brasile (martedì 18 luglio) e Cina (giovedì 20 luglio). Tre avversarie sicuramente alla portata del Setterosa, ma le ragazze di Fabio Conti non dovranno assolutamente sottovalutarle anche perché la pallanuoto femminile globale, Stati Uniti a parte, si sta livellando notevolmente per ciò che concerne valori tecnico-tattici individuali e di squadra.

Un girone che, repetita iuvant, va vinto per accedere direttamente ai quarti di finale senza passare dalle trappole degli eventuali “ottavi”… 

Canada. L’esordio iridato delle Azzurre dovrebbe rappresentare l’ostacolo più insidioso da superare nella fase preliminare (vi ricordiamo che solo le prime classificate dei quattro gironi volano direttamente ai quarti di finale). Le nordamericane, seconde nell’ultima World League sconfitte dalle “cugine” statunitensi in finale per 12 a 6, possono contare su delle buone individualità e su di un passato di tutto rispetto: quattro podi iridati – l’ultimo nel 2009 – e sei medaglie tra World Cup e World League. Nazionale della “Foglia d’acero” assente, invece, alle ultime tre Olimpiadi, evidentemente penalizzata dal tanto criticato regolamento di qualificazione a Cinque Cerchi…

Le canadesi guidate in panchina dal greco Haris Pavlidis, allenatore del nostro bomber Roberta Bianconi all’Olympiakos, annoverano tra le loro fila almeno quattro giocatrici di buona caratura internazionale: Jessica Gaudreault (20 anni), le “italiane” Monika Catharina Eggens (24 anni, Orizzonte Catania) e Christine Robinson (31 anni, Plebiscito Padova), nonché una delle grandi protagoniste della recente Superfinal di World League, Hayley McKelvey.

Brasile. Squadra e movimento nazionale senza dubbio in crescita, eterna piazzata ai Giochi Panamericani, ottava in occasione delle Olimpiadi di casa (quattro sconfitte su quattro incontri) e decima agli ultimi Mondiali, non dovrebbe causare troppi grattacapi alle Azzurre. Da segnalare, in calottina verdeoro: Diana Abla, Marina Zablith, Lucianne Barroncas, Amanda Oliveira, Viviane Bahia, Gabriela Mantellato ma, soprattutto, l’assenza di Izabella Maizza Chiappini.

La fortissima giocatrice italo-brasiliana, che quest’anno ha messo a segno la bellezza di 62 reti (capocannoniera della nostra massima Serie) con la Waterpolo Messina terza classificata in A1, ha ormai deciso di sposare la causa Azzurra, infatti, a partire dalla prossima stagione sarà convocabile dal CT Fabio Conti per un Setterosa che potrebbe diventare ancor più competitivo in ottica Tokyo 2020 grazie alle prestazioni della ventunenne natia di San Paolo.

Cina. Ancora tu… Nell’ultimo anno, non ci sono state nazionali che hanno incrociato in vasca le calottine azzurre più volte di quella asiatica. Sì, perché la Federazione cinese ha deciso di “studiare” proprio il Setterosa di Fabio Conti per sviluppare per il proprio movimento pallanuotistico, quindi sono stati tanti i common training (con tanto di amichevoli di rito) che hanno visto le due compagini insieme nelle acque delle piscine laziali (Roma, Ostia). Senza dimenticare il 12-7 pro nobis ai quarti di finale Rio de Janeiro, dodici mesi fa…

La Cina ha chiuso in sesta piazza l’ultima Superfinal di World League, tenutasi a Shanghai, schiantata 14-4 nel match valevole per il quinto posto dall’Olanda di una Catharine van der Sloot in giornata di grazia. Alle Olimpiadi brasiliane, le “rossestellate” hanno perso tutte le partite ma, anche grazie ai frequenti allenamenti condivisi con la nostra Nazionale, stanno imparando pian piano i “trucchi del mestiere” e non vanno snobbate.

I difensori Niu Guannan (25 anni) e Zhang Jing (20) hanno giocato rispettivamente a Cosenza e Pescara in A1, quest’anno, sono già molto esperte a livello internazionale nonostante la giovane età, ma non possono da sole rimediare a quello che probabilmente rappresenta l’handicap maggiore per le cinesi: la scarsa fisicità. Le atlete della squadra asiatica paga un deficit “strutturale” oggettivo al cospetto delle altre concorrenti, tuttavia, a Budapest non andranno a fare le vittime sacrificali, né hanno perso prima di entrare in acqua.

giuseppe.urbano@oasport.it

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