Pallanuoto femminile, Mondiali 2017 – Fabio Conti: “Si riparte dall’argento di Rio. A Budapest spero inizi un percorso che ci porti a Tokyo in un certo modo…”

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ESCLUSIVA OA SPORT – La Nazionale italiana di pallanuoto femminile si presenta ai nastri di partenza dei Mondiali di Budapest con credenziali importanti. Le vicecampionesse olimpiche hanno ormai raggiunto la piena maturità “di squadra” e, anche a livello individuale, il Setterosa può contare su giocatrici di assoluto spessore internazionale. Grossi meriti per aver raggiunto questo prestigioso status vanno riconosciuti a colui che guida – ed ha sapientemente plasmato – questa squadra da quasi sette anni: Fabio Conti. Abbiamo intervistato il CT romano alla vigilia dell’esordio dell’Italia (contro il Canada, domenica 16 luglio alle ore 9:30) nella manifestazione iridata, sentiamo un po’ quali sono i suoi pensieri, i suoi “programmi”… Buona lettura!

Ciao Fabio, siete sbarcati in Ungheria. Con quali obiettivi e speranze?

“L’obiettivo principale è sempre lo stesso: fare il meglio. Per il Setterosa, ‘il meglio’ è la zona-medaglie… La speranza, invece, è quella di poter iniziare a Budapest un percorso che ci faccia arrivare a Tokyo in un certo modo…”.

I punti di forza di questo Setterosa che per primi ti vengono in mente.

“Sicuramente le capacità individuali delle ragazze, l’ambiente compatto, molto unito in acqua e fuori, sereno, che ha avuto da subito tanta voglia di riprogrammare dopo la cavalcata olimpica. Pronto a ripartire, continuando a vincere”.

Venite da un periodo di preparazione ai Mondiali eccellente, sotto ogni punto di vista. Quanto vale tutto ciò ad un giorno dall’esordio iridato?

“La preparazione ad un grande evento agonistico ha sempre una valenza importante, abbiamo lavorato bene ed abbiamo avuto tempo per intervenire sui particolari. Nonostante una serie di infortuni e acciacchi siamo pronti a superare ogni ostacolo. Non vediamo l’ora di scendere in acqua!”.

Sulla carta, il Canada si presenta come l’avversario più ostico da superare per centrare l’importantissimo primo posto nel girone. Affrontarlo subito lo reputi un vantaggio o uno svantaggio?

“Non lo reputo né l’uno né l’altro… Prendo sempre atto del calendario: stavolta c’è il Canada per primo, punto e basta. Abbiamo imparato che non ci sono percorsi facilitati. Se giochi sempre come se fosse una finale, arrivi in fondo”.

Il tuo breve identikit di Canada, Brasile e Cina, squadra che conoscete davvero molto bene.

“Le canadesi si sono classificate seconde in World League, sono ostiche da affrontare ed hanno una gran voglia di rivalsa dopo la mancata qualificazione olimpica. Squadra con tanta qualità in rosa che se l’è giocata anche con gli Stati Uniti in finale a Shanghai. Il Brasile è un’incognita, hanno cambiato tanto rispetto a Rio. La Cina è abbordabile ma si può sbagliare l’approccio al match…”.

Un anno fa, l’argento di Rio. I ricordi delle gesta olimpiche potrebbero servire a Budapest per…

“Sicuramente per l’esperienza  e l’accresciuta consapevolezza della loro forza da parte di queste ragazze. Si riparte dall’argento di Rio: ogni pensiero prospettico nasce da quella finale e dev’essere quindi finalizzato ad una prossima finale contro gli Stati Uniti…”.

giuseppe.urbano@oasport.it

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Foto: archivio privato Fabio Conti (credit Ferdinando Mezzelani)

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