Basket, Final Four Eurolega 2017: l’Olympiacos è un incubo per il CSKA. In finale troverà il Fenerbahce che batte un deludente Real

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La finale dell’Eurolega 2017 sarà Fenerbahce-Olympiacos. Nella splendida cornice del Sinan Erdem Dome è cominciata la Final Four, che ha regalato grande spettacolo nelle due semifinali. I greci si sono confermati il solito incubo per il CSKA, mentre il Fenerbahce ha letteralmente dominato contro un Real deludente. Le due favorite della vigilia dunque, CSKA Mosca e Real Madrid, si troveranno invece nella finale per il terzo posto.

L’inizio della prima semifinale è caratterizzato dalle due difese. Per il CSKA è De Colo a siglare il primo canestro, mentre tra le fila dell’Olympiacos Spanoulis si mantiene abbastanza silente. Il greco realizza solo dalla lunetta ma è ben aiutato dai compagni: Papanikolaou chiude un parziale di 7-0 che dà il primo vantaggio alla sua squadra (9-7). I russi però si affidano a Teodosic, autore di 5 punti nel finale per confezionare l’11-0 con cui Mosca si riprende la testa della partita (18-9). Il primo quarto si chiude 18-12 con il canestro di Printezis. L’intensità si alza notevolmente nel secondo quarto. Una tripla di Mantzaris accorcia le distanze ma la risposta del CSKA è affidata a De Colo, che porta i suoi in doppia cifra di vantaggio (30-20). I russi scatenano tutto il loro arsenale offensivo ed arrivano anche al +12 (37-25) grazie a Teodosic (15 punti all’intervallo), ma l’Olympiacos non muore mai: Spanoulis continua a segnare solo dalla lunetta, ma ci pensano Mantzaris e Agravanis a segnare dalla distanza. Quest’ultimo segna la bomba che chiude il primo tempo sulla sirena e fa esplodere il tifo dei biancorossi nonostante il -7 (40-33). I greci provano a proseguire su questa scia ad inizio secondo tempo con Milutinov. De Colo però reagisce con 4 punti consecutivi (44-38). Il CSKA concede subito il bonus in difesa: Printezis lo sa e comincia a lavorare in post basso contro Vorontsevich. Il greco è l’unico, oltre a Papanikolaou, a provare a tenere in vita i suoi, vista l’assenza di Spanoulis. Teodosic permette ai russi di mantenere il vantaggio per quasi tutto il tempo, ma nel finale le triple di Agravanis e Mantzaris, la seconda sulla sirena, rimettono tutti in discussione (64-60). Si entra nella fase decisiva e allora si sveglia Spanoulis, che prima segna il suo primo canestro dal campo (65-64), poi firma quello della parità (69-69). Il CSKA vedono i fantasmi del passato, che portano sempre il nome del giocatore dell’Olympiacos: Spanoulis si concede anche la tripla del sorpasso con meno di due minuti da giocare (73-74). A rispondere non può essere che Teodosic, con la tripla del pareggio ad un minuto dalla fine (76-76). L’inerzia però è tutta in favore dei greci: Green piazza una bomba decisiva a 41″ dalla fine, mentre Teodosic fa 1/2 dalla lunetta (79-77). Sembra finita ma l’errore dell’Olympiacos dà una chance ai russi: è il serbo a prendersi la conclusione dalla distanza, sbagliandola e probabilmente forzandola troppo. C’è ancora vita: Spanoulis sbaglia un libero e Higgins va in lunetta con 3″ sul cronometro. Sbaglia il secondo ma il rimbalzo è dell’Olympiacos. Finisce 82-75 per i greci che volano in finale. Incubo, maledizione, chiamatela in qualsiasi modo ma la sostanza è che il CSKA non riesce proprio a battere i greci alle Final Four. Nello stesso scenario della pazzesca rimonta subita nella finale del 2012, la storia si ripete e porta ancora il nome di Vassilis Spanoulis, autentico trascinatore dei biancorossi, con “solo” 14 punti realizzati, di cui 9 pesantissimi nei minuti finali. I greci vincono una partita di puro orgoglio e proveranno domenica a ripetere l’impresa. Delude ancora una volta invece il CSKA. Teodosic è stato autore di una grande prestazione con 23 punti, vanificata però con gli errori nel finale.

CSKA MOSCA – OLYMPIACOS 78-82 (18-12, 22-21, 24-27, 14-22)

CSKA Mosca: De Colo 16, Teodosic 23, Augustine 6, Fridzon, Jackson 12, Vorontevich 2, Higgins 6, Khryapa 3, Kurbanov 2, Hines 8

Olympiacos : Green 8, Birch 4, Young, Papapetrou 3, Spanoulis 14, Agravanis 8, Milutinov 5, Printezis 14, Papanikolaou 14, Mantzaris 12

 

L’attesa del Sinan Erdem Dome è tutta per i padroni di casa, il Fenerbahce, che nella seconda semifinale sfida il Real Madrid. I turchi cominciano con l’energia giusta, soprattutto nella metà campo difensiva. In attacco è Vesely il protagonista in avvio segnando sei punti (14-7). I giocatori di Obradovic sembrano indemoniati, spinti dal meraviglioso ed incessante tifo sugli spalti. Il Real invece fa fatica ad entrare nei giochi offensivi per la grande pressione sulla palla dei gialloblù. Udoh domina il pitturato stoppando prima Taylor e poi Ayón, mentre Dixon firma la tripla del +10 (17-7). I blancos si affidano al loro leader, Sergio Llull: lo spagnolo segna 11 punti nel primo quarto, praticamente quasi tutta la produzione offensiva del Real. Il primo quarto si chiude 21-13. Il Fenerbahce non abbassa il livello dell’intensità nel secondo periodo. Udoh è un autentico incubo per gli avversari con la sua attività a rimbalzo. I padroni di casa però non puniscono gli errori del Real, troppo “morbido” e autore di palle perse davvero banali, che riesce dunque a mantenersi a galla tra le difficoltà. Laso, dopo tre minuti senza che i suoi vedano il canestro, è costretto a rimettere Llull. Dopo una tripla di Kalinic che estende il vantaggio locale (26-13), un accenno di rissa tra Datome e Rudy cambia l’inerzia dell’incontro. Il Fenerbahce si blocca ed il Real Madrid realizza un parziale di 10-0 con le triple di Llull, Randolph e Thompkins, portandosi a contatto (26-24). Il problema è la presenza di Udoh a rimbalzo, che propizia il ritorno in doppia cifra dei suoi ispirando i canestri di Kalinic e Bogdanovic. All’intervallo il punteggio è 44-34, punteggio che per quanto visto può star bene al Real, al quale non basta uno strepitoso Llull, autore di 19 punti. Il secondo tempo si apre con la tripla di Randolph che dà qualche flebile speranza ai tifosi spagnoli. I blancos però incappano in una serie di quattro palle perse e in un attimo il Fenerbahce scappa, guidato da Sloukas (52-37). Carroll prova a dare la sveglia ai suoi segnando due triple consecutive ma Udoh prosegue il suo show: in attacco si fa trovare pronto a rimbalzo e sugli scarichi, in difesa riesce anche a fermare Doncic in 1 contro 1, scatenando il contropiede di Nunnally (60-48). A fine terzo periodo siamo 63-50. Dopo la lite con Rudy ed il terzo fallo torna in campo Gigi Datome, che piazza subito una tripla che fa esplodere il Sinan Erdem Dome (68-52). Sembra lo strappo definitivo ma ancora una volta il Real reagisce, con le bombe di Taylor e Thompkins (68-60). Il capitano della Nazionale azzurra poco dopo si ripete con una gran giocata: prima tiene miracolosamente la palla in campo, poi, dopo un dai e vai con Udoh, completa un gioco da tre punti (75-64). Ci si avvia dunque al finale di una partita che non sembra in discussione. Carroll e Llull hanno un moto d’orgoglio e tengono il Real vivo. Un canestro dell’ex Teramo porta i blancos a -6 con 18″ da giocare (81-75). Nella girandola dei tiri liberi però, Bogdanovic non fallisce. Sull’errore di Dixon il rimbalzo è di Kalinic: può scattare la festa. Finisce 84-75 per il Fenerbahce, che raggiunge la finale dove proverà a rifarsi dopo la sconfitta dello scorso anno. Per i turchi è una grande prova di squadra ma spicca su tutti la prestazione di Ekpe Udoh, che sfiora la tripla doppia con 14 punti, 12 rimbalzi e 8 assist. Bogdanovic è autore di 14 punti mentre sono 12 per Vesely e Kalinic. Datome invece, realizza 8 decisivi punti nel quarto periodo. Il Real esce sconfitto non dando mai l’impressione di poter ribaltare le sorti di un incontro nato male. Merita una menzione però Sergio Llull, autore di una straordinaria prestazione con 28 punti. Lo spagnolo ha pagato nel finale lo sforzo fatto nella prima parte. Carroll invece chiude con 21 punti.

FENERBAHCE – REAL MADRID 84-75 (21-13, 23-21, 19-16, 21-25)

Fenerbahce: Udoh 18, Mahmatoglu, Antic, Bogdanovic 14, Bennett, Sloukas 9, Nunnally 2, Vesely 12, Kalinic 12, Dixon 9, Duverioglu, Datome 8

Real Madrid: Randolph 7, Draper, Fernandez, Doncic, Maciulis, Reyes, Ayón 2, Carroll 21, Hunter 6, Llull 28, Thompkins 8, Taylor 3

 

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Foto: Twitter Fenerbahce Basket

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