Pattinaggio di figura, Mondiali 2017: l’Italia esce a testa alta da una competizione di livello stellare. Sei pass olimpici conquistati


Si sono conclusi ad Helsinki i Campionati Mondiali di pattinaggio di figura 2017, rassegna che si è svolta nel corso di questa settimana sul ghiaccio della Hartwall Arena. Terminate le competizioni iridate, arriva il momento di tracciare il bilancio delle gare, che non hanno visto l’Italia salire sul podio nonostante alcune prestazioni di ottimo livello. Questi Mondiali hanno in effetti regalato prestazioni di altissimo livello in tutte le gare, facendo segnare risultati storici con un livello medio che mai si era visto nella storia della rassegna.

Partiamo dalla più attesa della squadra italiana, Carolina Kostner, che dopo tre anni di assenza dalla competizione iridata ha terminato al sesto posto. L’altoatesina ha commesso diversi errori nei suoi due programmi, in particolare nel corto, ma ha comunque dimostrato che resta in grado di lottare per le medaglie nonostante la maggioranza delle sue avversarie abbiano più di dieci anni in meno. Probabilmente con due programmi puliti avremmo visto ancora una volta Carolina sul podio, ma ad ogni modo siamo sicuri che la ritroveremo in lotta per le medaglie anche nella prossima stagione, quella olimpica: del resto, solamente la fuoriclasse russa Evgenia Medvedeva appare fuori portata.

Sesto posto anche per i danzatori Anna Cappellini e Luca Lanotte, che si sono fermati a circa un punto e mezzo dal podio. I vicecampioni europei saranno l’altra carta da medaglia per i colori azzurri in vista di PyeongChang 2018, visto che abbiamo visto come siano davvero tante le coppie in grado di puntare ad un terzo posto molto incerto, mentre davanti i canadesi Tessa Virtue / Scott Moir ed i francesi Gabriella Papadakis / Guillaume Cizeron si sfidavano a colpi di record del mondo. Meno bene del previsto Charlène Guignard e Marco Fabbri, che hanno perso una posizione rispetto allo scorso anno, terminando undicesimi.

Belle prove per le due coppie d’artistico azzurre, che hanno ritoccato i propri record: Valentina Marchei ed Ondřej Hotárek hanno inoltre riportato l’Italia nella top ten della disciplina, eguagliando il nono posto che lo stesso pattinatore ceco ottenne con Stefania Berton, miglior risultato di sempre per una coppia del Bel Paese, e stabilendo il nuovo record italiano. Tredicesimi, invece, i campioni nazionali Nicole Della Monica e Matteo Guarise, che questa volta hanno perso lo scotro diretto con i connazionali, pur ritoccando leggermente il proprio primato.

Un discorso a parte merita la gara maschile, dove i migliori pattinatori del mondo hanno dato uno spettacolo che da solo vale l’abbonamento per tutta la settimana di gare: a spuntarla è stato il meraviglioso giapponese Yuzuru Hanyu, autore di un nuovo record del mondo nel programma libero, ma i primi sei hanno tutti offerto prestazioni eccellenti. L’Italia ha invece dovuto rinunciare al suo migliore interprete, Ivan Righini, affidandosi al meno esperto Matteo Rizzo, che ha pagato lo scotto dell’esordio mancando la qualificazione al programma libero – obiettivo che avrebbe potuto raggiungere avvicinando il proprio personal best. Rizzo ha comunque fatto un’esperienza che senza dubbio gli tornerà utile per le prossime stagioni.

Obiettivi raggiunti, infine, anche per le qualificazioni olimpiche: l’Italia ha ottenuto due quote in tre discipline su quattro(donne, coppie d’artistico e danza), mentre al maschile al momento non ci sono azzurri qualificati a PyeongChang 2018. Tratteremo domani in maniera più dettagliata di questo tema in un apposito articolo.

giulio.chinappi@oasport.it

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Immagine: ISU Figure Skating

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