Ginnastica, Europei 2017 – Le prime volte storiche di Downie e Kovacs, De Jesus da medaglia dopo il crociato rotto, flop Russia e Romania in crisi

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ELLIE DOWNIE ha riscritto la storia della ginnastica artistica britannica. Lo ha fatto ieri qualificandosi a tutte le Finali di Specialità, lo ha ribadito oggi laureandosi Campionessa d’Europa nel concorso generale: la sua Nazione non aveva mai vinto il titolo continentale più prestigioso, oggi tutta Notthingham e tutto il Regno sono in festa per la prima volta da leggenda.

Ellie si è imposta da favorita ma al termine di una strenua battaglia con Zsofia Kovacs, logorante sotto il profilo psicologico e di difficile lettura: non era facile mantenere lucidità quando l’ungherese non si scrollava di dosso e anzi allungava alla trave, andando al comando con mezzo punto di vantaggio dopo tre rotazioni. È proprio lì che però si è vista la futura Campionessa: ha mantenuto la calma, ha aspettato la prova dell’ungherese e poi si è scatenata al corpo libero, operando il sorpasso inseguito per due ore di gara stupenda.

La sorella minore di Rebecca, due ori alle parallele nel 2014 e 2016, era già salita sul podio continentale nel concorso generale (bronzo a Montpellier 2015, prima medaglia di tutti i tempi per la Union Jack) e negli ultimi due anni è cresciuta parecchio, presentandosi a Cluj-Napoca con i gradi di favorita insieme a Angelina Melnikova, clamorosamente eliminata in qualifica per la regola dei passaporti.

La 17enne ha conquistato il bronzo con la squadra ai Mondiali 2015, ha già vinto cinque medaglie continentali (tre argenti lo scorso anno), ha partecipato alle Olimpiadi di Rio 2016 (tredicesima nel generale): ormai è a tutti gli effetti una big internazionale che oggi si è imposta grazie a quattro routine d’eccellenza (peccato per lo squilibrio alla trave), degne delle migliori ginnaste al mondo.

 

Giornata storica anche per ZSOFIA KOVACS, nome poco conosciuto ai più ma che era attesissimo dagli addetti ai lavori: già da un paio d’anni si parla bene di questa classe 2000 che oggi si è definitivamente consacrata, dopo una gara alla pari con la Downie prima di capitolare al corpo libero (paga le basse difficoltà, unico aspetto da migliorare).

L’Ungheria conquista il miglior risultato di sempre: oggi è arrivato un fantastico argento insperato, 27 anni dopo il bronzo del mito Henrietta Onodi. Zsofia ha saputo fare meglio di un mostro sacro nel suo Paese (e non solo), senza grossi clamori e con parecchia eleganza, aspetto per cui può essere considerata come una delle migliori in questi Europei. Che belle le sue parallele in risposta alla Downie…

Fa festa grande la Francia con MELANIE DE JESUS DOS SANTOS: nel 2015 questa ragazza si era rotta il legamento crociato, ha saputo ritornare prontamente, ha vinto il bronzo all’American Cup e oggi ha ottenuto il miglior risultato della sua giovanissima carriera. Una lezione di caparbietà per tutto il circuito.

Emerge anche la debacle della Russia, uscita senza medaglia dal giro completo dopo addirittura 10 anni: Angelina Melnikova out, Elena Eremina cade alla trave e butta un podio già conquistato, Natalia Kapitonova sbanda nelle retrovie. Urge un pronto esame interno.

L’Italia sorride con una stupenda Martina Maggio ma ne parleremo a parte. Eccezione fatta per la veterana Kim Bui e per la comunque già nota Ellie Downie, nelle prime sei posizioni troviamo quattro nomi freschi per il grande pubblico, all’inizio del quadriennio. Tante cadute e qualche errore di troppo nel corso della gara che ha comunque regalato emozioni e che è piaciuta ai 5000 spettatori della gremita Arena di Cluj-Napoca: peccato che non ci fossero rumene in lotta per le medaglie, ma ormai bisogna farsene una ragione, davanti agli occhi di Sua Maestà Nadia Comaneci.

 

(foto UEG)

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