Milano-Sanremo 2017: è questo il vero Michal Kwiatkowski. Può entrare nel gotha del ciclismo?


Un campionato del mondo (quello di Ponferrada 2014), un’Amstel Gold Race, una E3 Harelbeke, due Strade Bianche (l’ultima solo due settimane fa) ed ora anche un Milano-Sanremo. Va a completarsi sempre di più il palmares di Michal Kwiatkowski, fenomeno polacco del Team Sky, che oggi sull’arrivo della prima Classica Monumento stagionale è riuscito a beffare il campione iridato in carica Peter Sagan andando a prendersi uno dei successi più importanti della carriera.

Un fenomeno, è stato già detto diversi anni fa, sin dal 2013, quando si è fatto notare per le prime volte dagli addetti ai lavori. Un passista veloce che tiene bene sulle salite brevi ma dure, con una classe immensa e anche particolari doti tattiche. Con queste doti si è andato a prendere (non con poco stupore) il titolo iridato in Spagna nel 2014: un attacco che sembrava essere sin troppo spavaldo in discesa, ma che poi si è rivelato davvero incredibile. Da lì in poi però un netto calo: il successo in Olanda nell’Amstel Gold Race con l’iride sulla schiena e poco più. E’ servito il passaggio al Team Sky per tornare grande, anzi, addirittura spiccare definitivamente il volo.

Un 2016 di transizione, ma una nuova stagione davvero incredibile. Sabato 4 marzo ha dato spettacolo sulle colline toscane, andando a dominare la Strade Bianche arrivando a braccia alzate sullo splendido traguardo di Piazza del Campo a Siena. Una vera e propria liberazione, prima del capolavoro odierno. Lo scatto sul Poggio se l’aspettavano in tanti, molta fatica per seguire uno scatenato Sagan e poi messa su strada la solita strategia da campione: pochi cambi allo slovacco, volata partita alle spalle del fenomeno della Bora-Hansgrohe e rimonta vincente che può farlo entrare definitivamente nella ristretta cerchia dei più forti del World Tour. A breve arriveranno le possibilità di confermarsi: le Classiche del Nord.

gianluca.bruno@oasport.it

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Foto: Pier Colombo

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