Volley, Ivan Zaytsev: “Berruto mi fece passare come bulletto menefreghista. Blengini non vede l’Italia senza di me. Rispetto per Bernardi. L’esperienza a Selfie…”


Ivan Zaytsev ha rilasciato un’intervista a Il Fatto Quotidiano. Lo Zar si è dilungato sulla sua avventura televisiva, ha nuovamente parlato del rapporto con Berruto, facendo un focus anche su Blengini e Bernardi. Rivediamo i passaggi salienti.

 

Ivan parla della sua esperienza a Selfie, il programma su Canale 5 che lo vede nei panni di mental coach: “Tutto è iniziato con un colloquio con Maria De Filippi che si è mostrata fiduciosa nelle mie potenzialità. La mia titubanza era capire se avrei potuto conciliare le registrazioni del programma con il volley. Però sono contento perché mi serve per staccare un po’ e avere stimoli che vanno oltre il solito.

Maria ha detto che durante le Olimpiadi è stata attirata dalla mia schiettezze nel dire le cose. Nella prima puntata ero imbalsamato, nella seconda di cartone perché mi è stato impossibile conciliare tv e pallavolo. Dalla terza è andata meglio: comincio a divertirmi”.

 

Zaytsev è un mental coach e dice che “è la mia storia ad aiutarmi a comprendere alcuni aspetti mentali. Cerco di condividere la mia esperienza, in ambito sportivo ho superato momenti di stress elevati”. E coglie l’occasione per ritornare sulla Cacciata di Rio, uno dei momenti più difficili della carriera: “Essere rimandato a casa dal ritiro della Nazionale durante la Final Six della World League 2015. È stato un momento tosto, perché ho sempre dato l’anima per la pallavolo e la Nazionale, e non ho digerito quella sanzione disciplinare di Berruto che, appoggiato dalla Federazione, mi ha fatto passare per un bulletto menefreghista. In realtà non c’era una motivazione valida ed è stato un colpo dal quale mi sono ripreso affidandomi a mia moglie e ai miei cari. Poi mi sono vendicato centrando tutti gli obiettivi dopo essere stato richiamato in Nazionale da Blengini”.

Con Berruto non ci siamo più incrociati e non mi interessa. Ognuno per la propria strada”.

 

Il rapporto con Chicco Blengini, attuale CT della Nazionale: “Disse che non vedeva la Nazionale senza di me. E io sono stato d’accordo. Anche se sono sempre critico con me stesso, sono conscio di avere una personalità importante per tutto il movimento pallavolistico, anche internazionale”.

Su Lollo Bernardi, attuale coach di Perugia dopo l’esonero di Kovac: “Lo conoscevo già perché avevo lavorato con lui ai tempi della juniores quando nel 2009 vincemmo i Giochi del Mediterraneo. In quel periodo ero un adolescente difficile da gestire e lui un tecnico alle prime armi. Adesso il nostro è un rapporto nuovo improntato al massimo rispetto. Poi lui è stato bravo a mettere subito in chiaro che non è un ex giocatore, ma l’allenatore”.

L’impresa vera era però convincere il Presidente Sirci a lasciarlo partecipare a Selfie: “Il mio tempo libero posso usarlo a mio piacimento. Però Sirci aveva le sue ragioni: ha investito molto per allestire uina squadra da scudetto e aveva paura che l’impegno televisivo potesse inficiare le mie prestazioni. Gli ho fatto capire che non sarebbe accaduto e che è necessario superare questa chiusura tutta italiana per il bene del mondo della pallavolo”.

 

(foto Valerio Origo)

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