Volley femminile, Davide Mazzanti CT: che Italia sarà? Obiettivi e rosa a disposizione: il rientro di Diouf, Egonu e le giovanissime per il futuro

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Davide Mazzanti è ufficialmente il CT della Nazionale Italiana di volley femminile. La conferma è arrivata dal Presidente Carlo Magri dopo le tante voci che si rincorrevano negli ultimi mesi. La frase rilasciata alla trasmissione Oltre la Rete della Rai ha dunque dato la certezze di chi sarà la guida delle azzurre nei prossimi anni (attendiamo i dettagli contrattuali).

Il coach di Conegliano, vincitore degli ultimi due scudetti della nostra Serie A1 (nel 2015 con Casalmaggiore, nel 2016 con le Pantere), era la scelta migliore per quanto si è visto sul campo nelle ultime stagioni, incassati anche i no di Lang Ping e i tentativi vani operati con Zè Roberto e Karch Kiraly. Un ottimo tecnico, giovane ma già capace di ottenere risultati di spicco e soprattutto di dare il meglio di sé con qualsiasi giocatrice avesse a disposizione.

 

La nuova Italia sarà molto giovane, ha un eccellente potenziale e può togliersi delle soddisfazioni anche se bisognerà avere pazienza. L’obiettivo dichiarato sono le Olimpiadi di Tokyo 2020 dove ci dovremmo presentare con una squadra di elevata qualità e con eccellenti individualità che dovranno riscattare la deludente spedizione di Rio.

Il successore di Bonitta è un meticoloso nato, molto preciso sul lavoro, attento a ogni singolo fondamentale. Le sue formazioni sfruttano bene il servizio e le soluzioni a muro, giocando svariate soluzioni offensive che spesso appoggiano su delle solidità ricettive.

 

Da quali giocatrici si ripartirà? L’opposto Valentina Diouf rientrerà sicuramente in rosa dopo l’eccellente stagione che sta disputando e questo dovrebbe comportare uno spostamento di Paola Egonu nel ruolo di banda (che presto dovrebbe riabbracciare anche con il Club Italia).

La presenza di Serena Ortolani, moglie di Mazzanti, sembra altrettanto scontata, anche lei ottimo posto 4. In quel ruolo ci sarà parecchia concorrenza considerando le prestazioni di qualità della giovane Anastasia Guerra (a Casalmaggiore sta esplodendo dopo l’avventura nel Club Italia) e della carismatica Miriam Sylla, senza dimenticarsi delle sorelle Bosetti (Lucia dà sicurezza in ricezione, Caterina si sta riprendendo ottimamente).

Al centro Cristina Chirichella e Anna Danesi sembrano titolarissime, c’è bisogno di capire chi possa arricchire le disponibilità nel ruolo (Martina Guiggi batterà ancora un colpo? Giulia Pisani avrà l’occasione che merita?). In cabina di regia ormai non si può prescindere da Alessia Orro (Ofelia Malinov l’alternativa, Lo Bianco si è definitivamente chiamata fuori), Monica De Gennaro l’insostituibile libero, veterana del gruppo.

 

Gli obiettivi per il 2017 sono già segnati. Bisognerà come prima cosa strappare la qualificazione ai Mondiali 2018: la trasferta in Belgio non sarà da sottovalutare, Van Hecke e compagne possono farci male. Poi gli Europei in Georgia e Azerbaijan: un tabellone favorevole potrebbe farci fare molta strada. Poi si guarderà sul lungo periodo, a partire dalla rassegna iridata programmata in Giappone fino all’avvicinamento ai Giochi Olimpici.

 

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One Reply to “Volley femminile, Davide Mazzanti CT: che Italia sarà? Obiettivi e rosa a disposizione: il rientro di Diouf, Egonu e le giovanissime per il futuro”

  1. Nany74 ha detto:

    Non sono così sicuro sull’età media della futura nazionale femminile, ma sono curioso di vedere l’interpretazione di Mazzanti. E’ vero che ha sempre saputo sfruttare ogni atleta, anche giovanissima, che ha allenato (vedia ad esempio la Bricio a Conegliano), ma va detto che non ha mai avuto per le mani gente qualsiasi: voglio dire che nei top club, se acquistano una ragazzina, significa che vale la pena, di certo non hanno progetti a lunghissimo termine, per cui ti mettono a disposizione il meglio che riescono. Purtroppo, come sostengo da tempo, non è questo il caso della nostra nazionale degli ultimi tempi. L’unica cosa che c’era veramente era la giovane età media, il resto è tutto da costruire al di là di Egonu alla quale manca però ancora un po’ di “controllo”. Auguro a Mazzanti il mio migliore “buon lavoro” e speriamo che il suo tocco faccia rinascere la nazionale!

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