Skeleton femminile: a Calgary un podio tutto nuovo. Trionfo casalingo per Vathje

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Rivoluzione in questa nuova stagione per lo skeleton femminile. Le molte assenze, come detto più volte per vari motivi, stanno davvero cambiando continuamente le carte in tavola. Se nella prima tappa di Coppa del Mondo, a Lake Placid, c’era una certezza, cioè la campionessa olimpica Elizabeth Yarnold, che negli USA ha dominato in lungo e in largo, a Calgary un pronostico era quasi impossibile farlo. La detentrice della Sfera di cristallo infatti ha dato forfait alla vigilia a causa di problemi fisici.

A vincere è stata la canadese, padrona di casa, Elisabeth Vathje: la rappresentante della Foglia d’Acero è la vera e propria sorpresa di queste due prime tappe. Dopo aver agguantato il secondo posto settimana scorsa a Lake Placid, oggi domina sul catino di casa andandosi a prendere anche la vetta della classifica di Coppa del Mondo. 1’55”31 il tempo della canadese, prima in entrambe le manche, con ottimi parziali sia in spinta che in guidato. Seconda è un’altra sorpresa: la britannica. La 25enne di Bath, all’esordio in questa stagione in Coppa del Mondo, si rende protagonista di una performance monstre, soprattutto in fase di spinta (miglior tempo di manche sia nella prima che nella seconda); 31 centesimi il distacco dalla Vathje. Terzo gradino del podio a 340 millesimi dalla vetta per la tedesca Tina Hermann che ha beffato la connazionale Sophia Greibel (terza alla fine della prima run) e la campionessa europea Janine Flock, quarte a pari merito, di soli quattro centesimi.

Sesto posto per un’altra britannica: Rose McGrandle, 27enne, a 67 centesimi dalla prima piazza. Da notare il tempo della settima classificata, la canadese Lanette Prediger. Per la padrona di casa sono 73 i centesimi di distacco, ma soltanto 67 ne ha presi in fase di spinta nelle due run dalla connazionale vincitrice. Ottava, sempre più in crisi di risultati, la tedesca Anja Huber Selbach. Chiudono la top-10 la svizzera Gilardoni e la canadese Charney.

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gianluca.bruno@olimpiazzurra.com

Foto: FB Elisabeth Vathje

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