Sci di fondo | Davos, parte seconda: l’Italia si affida a Pellegrino e Clara in tecnica libera

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Da Davos a… Davos. La Coppa del Mondo di sci di fondo resta nella storica località elvetica per il secondo fine settimana consecutivo, per sopperire ai problemi organizzativi che hanno impedito a La Clusaz di ospitare le gare. Ai 1500 metri del Canton Grigioni verranno disputate le stesse gare di sette giorni fa, una sprint in tecnica libera e una 15km con partenza ad intervalli, ma questa volta anch’essa a skating.

Difficilmente, in una settimana, potranno essere stravolti i valori in campo. La Norvegia, insomma, continuerà molto probabilmente a fare la parte della lepre. Non verranno ripetuti gli 11 podi su 12 disponibili di sette giorni fa, ma la supremazia dimostrata dall’intero squadrone scandinavo non sembra poter essere contrastata e, in particolare, quella di Martin Johnsrud Sundby. Ci proverà ancora una volta Dario Cologna di fronte al proprio pubblico, così come la squadra svedese con Daniel Richardsson e Calle Halfvarsson, mentre nella velocità proveranno ad interrompere l’egemonia dei sudditi di Re Harald V il russo Alexey Petukhov, il finlandese Martti Jylhae, lo svedese Emil Joensson e, chissà, il nostro Federico Pellegrino.

Sette giorni fa, il valdostano ha soltanto confermato quanto fosse incline alle proprie caratteristiche l’anello svizzero, ma senza riuscire a compiere quel salto di qualità per giocarsi un podio o un piazzamento di prestigio in finale. Il poliziotto di Nus è stato costretto nuovamente a fermarsi in semifinale, un po’ per sfortuna ma soprattutto per una poco adeguata gestione tattica durante le varie batterie. Rispetto a Lillehammer, tuttavia, i passi in avanti sono stati evidenti e limando qualche dettaglio la stella del movimento azzurro potrebbe seriamente insidiare i norvegesi e candidarsi per un ruolo da favorito. Anche perché la sprint potrebbe essere l’unica ancora di salvezza per il weekend italiano.

Nelle distance, infatti, la situazione è molto meno rosea rispetto alla velocità. A brillare finora è stato il solo Francesco De Fabiani ma soltanto in tecnica classica e, oltretutto, la giovane promessa 21enne è apparso piuttosto in difficoltà sul duro ed imprevedibile circuito elvetico. Ma non solo. Paradossalmente, dopo anni di glorie a skating, l’Italia si ritrova carente di alternative nella tecnica da sempre più congeniale: Roland Clara e David Hofer offrono solo a sprazzi le garanzie che servirebbero ad una Nazionale come l’Italia, mentre Giorgio Di Centa – presente a Davos – è ormai da anni sempre più avvezzo al classico. Proprio su Clara verranno riposte le maggiori speranze per la 15km in tecnica libera di sabato, visto che il brunicense è stato frenato in particolare da problemi di materiali in queste prime fasi della stagione. Ci sarà la riscossa?

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Credit Fisi

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