Sci di fondo | Davos, parte prima: Italia (ancora) rimandata, Pellegrino unica luce in Svizzera

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Il primo round di Davos si rivela ancora una tappa interlocutoria per lo sci di fondo maschile. Anche in Svizzera, su un’altura generalmente favorevole ai colori azzurri, la nazionale tricolore conferma di essere ancora piuttosto indietro dal punto di vista fisico ed atletico e di necessitare di tempo per assimilare al meglio i nuovi allenamenti di Giuseppe Chenetti. Un mago, certo, ma per far tornare competitivo il settore servirà ben più di una semplice magia, soprattutto se al momento nella squadra di certezze ve n’è soltanto una ed è rappresentata da Federico Pellegrino.

Anche per questo motivo, dal valdostano ci si attenderebbe spesso anche qualcosa di più di un 11° posto, in particolar modo se la pista è estremamente adatto alle sue caratteristiche e se si gareggia a skating, come nell’occasione di ieri. Nel calderone mettiamoci anche il fatto di aver sempre conquistato almeno la semifinale nella località elvetica ed ecco che traspare un briciolo di delusione per il piazzamento raccolto da Chicco, rispetto allo scorso anno confermatosi tra i primi 12 sprinter del mondo ma senza compiere, finora, un ulteriore salto di qualità. Il talento, è risaputo, non manca e solo il tempo potrà delineare gli effettivi orizzonti del poliziotto di Nus. E l’impressione è che se perfezionasse la gestione delle risorse fisiche e mentali con il passare dei vari turni delle sprint, migliorando anche la strategia di gara, Pellegrino potrebbe a quel punto entrare regolarmente in lotta per il podio.

Davos non è stata terra di conquista neanche per uno dei più brillanti delle scorse settimane, ovvero Francesco De Fabiani, rimandato alle prossime tappe così come l’intera squadra distance ad eccezione di Mattia Pellegrin. Non sarà un fuoriclasse da far strappare i capelli, ma il trentino nelle sue gare difficilmente stecca in maniera clamorosa e si assicura spesso e volentieri un posto in zona punti. Un onesto mestierante,abile nel farsi trovare sempre pronto. Non si può dire lo stesso di Roland Clara, finora poco assistito dai materiali ma anche in ritardo di condizione. La vera prova del fuoco per testare il brunicense sarà nel weekend, sempre a Davos, dove la 15 km cronometrata si correrà a skating. E i materiali, questa volta, non potranno valere come unico alibi,

 

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daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

Foto: Facebook

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