Sci alpino: velociste azzurre in crescita in Val-d’Isère

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Va in archivio un weekend piuttosto positivo per la squadra femminile di velocità dopo le due gare di Val-d’Isère: se in discesa, dietro all’acuto di Daniela Merighetti erano mancati altri risultati di rilievo, in supergigante è arrivata un’ottima prestazione collettiva con due ragazze nelle prime dieci e ben sei nelle prime venti.

Partiamo da Daniela Merighetti, appunto: la sua stagione non era partita bene a Lake Louise, ma dal superg che completò la trasferta nordamericana Dada sembra aver trovato una continuità molto interessante; nona in quell’occasione, nona sabato, settima ieri, il suo secondo miglior risultato nella disciplina. Sembra quasi che la trentatreenne bresciana riesca a tenere sotto controllo quella tentazione di strafare, inventando linee pittoresche, troppe volte decisive in negativo per le sue performance; in pista ci mette la stessa grinta di sempre unita a maggiore equilibrio e ad un buon miglioramento nei settori di velocità pura. Già, come s’era visto anche dall’unica prova cronometrata le azzurre sembrano un po’ più scorrevoli che in passato, un aspetto certamente non negativo.

Elena Fanchini è storicamente una ragazza molto scorrevole, eppure in libera, sabato, non è proprio stata della partita; decisamente meglio domenica in superg, quando s’è inserita in zona punti con un pettorale impossibile. In quella stessa discesa, sua sorella Nadia centrava il primo punto della stagione in velocità, passato quasi sotto silenzio ma viatico fondamentale per quanto ha fatto il giorno successivo: quinto posto con una gara tecnicamente sublime, a pochi centesimi dal podio che ha saputo riavvicinare anche in questa disciplina, perché Nadia Fanchini ha un presente e un futuro florido persino in supergigante e non solo in gigante, dove ormai è stabilmente tra le migliori 7-8 interpreti al mondo. Il ritorno a pieno regime di un’atleta di tale qualità in una seconda disciplina può davvero cambiare in meglio la stagione azzurra.

Chi invece è perfettamente regolare in queste prime settimane di Coppa del Mondo è Verena Stuffer: cinque gare, cinque risultati tra il 14° e il 26° posto. L’anno scorso la gardenese aveva dimostrato di saper fare qualcosa in più e i piazzamenti nella top ten sono ancora nelle sue corde: deve semplicemente unire tanti frammenti positivi messi in mostra in queste occasioni in una gara intera priva di sbavature. Sbavature che non sono mancate ad Elena Curtoni, oltretutto bloccata dal mal di schiena, ma in grado comunque di ottenere il primo piazzamento positivo della stagione in supergigante, precedendo di poco una Francesca Marsaglia che anch’essa ha buoni motivi di essere contenta del risultato, pur con difficoltà ancora troppo grandi nel portar fuori velocità.

A proposito del superg: l’ottimo risultato di squadra azzurro è stato senz’altro favorito dalle sole 37 atlete al traguardo sulle 60 al via. Però, come si dice in questi casi, brave loro a non cadere nei numerosi trabocchetti disegnati sulla Oreiller-Killy. Tra quelle che purtroppo non hanno invece terminato la gara, ci sono una Johanna Schnarf capace comunque di ottenere punti importanti in libera (con numeri di partenza migliori, la finanziera di Valdaora avrà maggiori chance di fare bene) e una Sofia Goggia uscita dopo un intermedio in linea con le prime 10: la bergamasca deve ancora ritrovare stabilità nel gesto, ma non ha smarrito né le doti tecniche né tantomeno il coraggio e la voglia d’attaccare a tutta. Dettagli non da poco, considerando le tante “ripartenze da zero” a cui è stata costretta.

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foto: credit Fisi

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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