Biathlon, Thomas Bormolini: da Livigno per sorprendere anche tra i grandi

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È originario di Livigno, Thomas Bormolini. Un comune di 6000 abitanti posto nell’estremo nord della provincia di Sondrio, in Lombardia. Isolato dal resto d’Italia, un piccolo paradiso d’estate e d’inverno per gli abitanti della montagna. Tra scenari incantati e tante opportunità, una meta turistica ben conosciuta.

Nascere e crescere tra le montagne, dove gli inverni sono lunghi e rigidi, non può che portare ad avere un rapporto particolare con la neve, sin dalla tenera età. Thomas inizia a praticare sci di fondo da piccolo, sfruttando le possibilità offerte dalla zona. Il talento non manca e le soddisfazioni arrivano: da allievo conquista un titolo nazionale. A 15, però, la svolta. È il 2006, suo fratello Luca aveva cominciato a praticare il biathlon. Thomas, seguendo l’esempio, prende in mano la carabina, e il feeling nasce subito. Dall’anno successivo inizia ad allenarsi solo per questa disciplina a lui nuova, senza mai tornare al primo amore.

È un cambiamento importante. Dopo 10 stagioni nello sci di fondo, e con la certezza di alcuni trofei conquistati, si tratta quasi di partire da zero. Le nuove esperienze mi gasano’, dice. Una spinta nuova, che lo porterà lontano. Non è stato facile, ovviamente. Per emergere servono i risultati, che iniziano ad arrivare nella scorsa stagione, vissuta quasi a tempo pieno in IBU Cup. Nulla di eclatante nella prima parte di stagione. Da febbraio in avanti qualcosa sembra cambiare, i piazzamenti migliorano in maniera sostanziale. Costantemente tra i migliori 30 del secondo circuito IBU, Bormolini fa drizzare le antenne ai tecnici azzurri. In estate si allena con la squadra B, dalla quale per forza di cose escono atleti convocati per la Coppa del mondo.

E c’è poco da attendere. L’esordio è arrivato settimana scorsa, nella 20 chilometri di Östersund. Sangue freddo e un solo errore al poligono. Spettacolare’, Thomas è subito 19esimo. Per un esordiente, un risultato di tutto rispetto considerando l’altissimo livello di competitività presente tra i big. Nessun problema a gestire la pressione: “Pensavo di sparare peggio. L’ambiente nuovo e l’emozione avrebbero potuto dare fastidio. Invece ho semplicemente pensato a fare il mio lavoro, come sempre. Ho sentito poca pressione e al poligono sono riuscito a concentrarmi solo su me stesso”. 

La convocazione per le gare in Svezia è arrivata, ancora una volta grazie all’IBU Cup, in cui Bormolini si era distinto la settimana precedente a Beitostolen, in Norvegia. Un 14esmo e un 20esimo posto in due gare sprint, il miglior italiano in gara. In Italia prima della nuova trasferta di Coppa del mondo ad Hochfilzen (proprio oggi è stato confermato in squadra), l’azzurro è ancora su di giri. “Per stare in Coppa del mondo devi essere un grande. Basta un errore per rovinare tutto e perdere tante posizioni”. 

In vista delle prossime gare tiene i piedi per terra. L’obiettivo è ‘qualificarsi per l’inseguimento’, quindi rimanere tra i migliori 60 nella sprint per bissare quanto fatto ad Östersund. Sangue freddo, anche per la staffetta: Bormolini è già in squadra con Lukas Hofer, Dominik Windisch e la new entry per quanto riguarda la stagione attuale Christian Martinelli. E la speranza è che questo possa essere solo l’inizio di una bella storia.

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com

Foto Credit: Serge Schwan – FISI

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