Sci alpino, discesa Lake Louise: il re è Jansrud, Paris ai piedi del podio

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Se manca il re, ci pensa il principe: assente Aksel Lund Svindal, la Norvegia trova ugualmente la vittoria nella discesa libera di Lake Louise grazie a Kjetil Jansrud.  Eppure, due atleti piuttosto sorprendenti come il francese Guillermo Fayed e il padrone di casa Manuel Osborne-Paradis tentano di mettere in discussione la leadership del norvegese, chiudendo appaiati a 14/100: tanto basta a far scivolare giù dal podio uno splendido Dominik Paris.

Su una Olympic Men Downhill che accoglie gli sciatori al gelo dei 20 gradi sotto zero, il ventinovenne di Stavanger centra il quarto successo della carriera, al netto dell’oro olimpico in supergigante: peraltro, in Coppa del Mondo è la sua prima affermazione su una pista diversa da quella di Kviftjell. Jansrud fa la differenza nel settore centrale, pur cedendo qualcosa nei settori di scorrimento puro: il suo 1:50.20 gli permette di andare al comando agevolmente, anche se, appunto, Fayed e Osborne con i pettorali 27 e 26 chiudono ad una manciata di centesimi, sfruttando forse una pista più veloce, perlomeno in un frangente, col trascorrere del tempo. I risultati in successione del transalpino – primo podio per lui – e del canadese beffano un Dominik Paris comunque molto, molto positivo in particolare nei settori di velocità più pura: quarto posto per il campione della Val d’Ultimo a 41/100, quindi lo statunitense Marco Sullivan a completare la top five. In casa Italia ha tutto il diritto di sorridere anche Werner Heel, che coglie un bel settimo posto appena alle spalle del ritrovato Beat Feuz.

Non particolarmente positiva, invece, la performance di Peter Fill: pareva il più in forma della squadra negli allenamenti, ma il suo distacco cresce inesorabilmente settore dopo settore sino a valergli la diciannovesima piazza conclusiva.  Giudizio simile per Silvano Varettoni, che non commette gravi errori, ma non riesce ad essere particolarmente efficace né nei lunghi settori di scorrimento, né nelle poche e decisive varianti tecniche: per lui un ventisettesimo posto un po’ sotto le attese, anche se comunque il cadorino non era mai andato a punti su questa pista. Del tutto lontano dai suoi standard, come del resto ampiamente preannunciato a causa di alcuni problemi fisici, Christof Innerhofer che chiude addirittura fuori dalla zona punti al pari di Mattia Casse, Siegmar Klotz e Matteo Marsaglia.

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foto: pagina Facebook Kjetil Jansrud

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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